La portualità italiana a rischio “Paper” UE
Occorre accelerare al massimo la riforma anche per rendere gli scali nazionali meno soggetti ai vincoli dell’Unione – Soddisfatto Merlo: Il ministro Lupi ascolta
ROMA – Che sia la volta buona? Secondo Assoporti è partito con il piede giusto il confronto con il nuovo governo sul futuro della portualità italiana. Il presidente di Assoporti, Luigi Merlo e il vicepresidente vicario Pasqualino Monti si sono incontrati nei giorni scorsi con il ministro Maurizio Lupi, affiancato dal viceministro Vincenzo De Luca e dai sottosegretari Rocco Girlanda ed Erasmo D’Angelis.
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Portualità e governo occasioni e problemi
Le perplessità sulle competenze dei nuovi responsabili e la richiesta di Assoporti di riformulare la riforma della 84/94 – Livorno e le illusioni delle grandi opere

Vladimiro Mannocci
Da Vladimiro Mannocci, già storico consigliere della Cilp e oggi dirigente di vertice dell’Associazione delle Compagnia Portuali ANCIP riceviamo questa analisi sulle problematiche portuali e locali.
LIVORNO – Mentre nel settore dello Shipping e della portualità stanno avvenendo grandi trasformazioni ed assetti che impongono nuove strategie operative e programmatiche, a livello nazionale continua una situazione di indeterminatezza dovuta anche al preoccupante quadro politico uscito dai risultati elettorali. L’insediamento del Governo Letta non risolve i problemi di incertezze e prospettive, non solo perché nel suo discorso non vi è stato nessun accenno a questi temi fondamentali e non solo perché il nuovo ministro Maurizio Lupi è un neofita per un settore così complesso e articolato come quello della portualità.
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Jolly Nero la tragedia e le realtà
GENOVA – Avrebbe ragione il presidente di Assoporti – e dell’Authority genovese – Luigi Merlo a chiedere che oggi sia il tempo del silenzio, in attesa di conoscere i perché.
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Sono tre i sottosegretari di Lupi nessuno competente sul mare
Vincenzo De Luca, Erasmo de Angelis e Rocco Girlanda sono stati già insediati ma non hanno ancora le deleghe ufficiali – I curricula e le militanze politiche

Maurizio Lupi
ROMA – I tre sottosegretari al ministero delle Infrastrutture e Trasporti nominati dal ministro Maurizio Lupi sono stati formalmente insediati ieri e confermano che, come da tempo accade, l’interesse per il settore della portualità e dello shipping è per questo dicastero molto marginale. Nessuno dei tre infatti ha specifiche competenze nel settore ed anzi tutti e tre vantano militanza politica e conoscenza di ben altre problematiche.
In particolare il viceministro e sottosegretario Vincenzo De Luca (Pd) nato nel 1949 a Potenza è stato deputato di questo partito dal 2001 al 2008 e quindi per quattro volte sindaco di Salerno. Non risulta si sia mai occupato di problematiche marittime, anche se da sindaco di Salerno ha operato per la crescita di quel porto in collaborazione (ma qualche volta anche in dialettica ) con le linee direttive della locale Autorità portuale.
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Niente ministero del mare nei piani del “governissimo”
L’amarezza di Assoporti e il richiamo al realismo di Confetra – Sui tempi della logistica italiana si gioca la concorrenza con il range del Nord Europa

Luigi Merlo

Nereo Marcucci
ROMA – Forse è pessimismo. Ma è durata poco l’illusione che nel nuovo governo nascesse un ministero del mare come auspicato da tanti. E delle sollecitazioni perché i problemi della logistica venissero all’attenzione del parlamento se ne sente parlare ancor meno. Con tanta delusione di chi, come il presidente di Assoporti (e del porto di Genova) Luigi Merlo e il neo-presidente di Confetra (e neo-consulente della Cilp di Livorno) Nereo Marcucci, nei giorni scorsi s’era speso in richiami alla classe politica.
Presidente Merlo, sembra davvero che i porti, ed Assoporti che li rappresenta, contino molto poco in Italia…
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I Propeller su due porti a confronto
LIVORNO – Due porti, Genova e Livorno, che sono stati spesso come cane e gatto ma che, come ha sostenuto il presidente di Confapi Trasporti Riccardo Fuochi “hanno interessi economici che si sviluppano su diverse direttrici non in contrasto tra loro”.
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Con il “Rex” del Blue Ribbon a Genova

GENOVA – Il moto e la memoria: ovvero, la memoria che si merita un mito come quello del transatlantico italiano “Rex” che a metà agosto 1933 al comando del capitano Francesco Tarabotto di Lerici, conquistò il prestigioso Nastro Azzurro per la più veloce traversata dell’Atlantico da Gibilterra a New York. Impiegò 4 giorni, 13 ore e 58 minuti per una tratta di 3.181 miglia marine alla velocità media di 28,92 nodi, con puntate oltre 30 nodi quando il meteo – peraltro non favorevole – lo permise.
L’impresa del “Rex” sarà ricordata nell’ottantesimo anniversario della traversata con un mostra che il presidente dell’Autorità portuale di Genova Luigi Merlo inaugurerà a Palazzo San Giorgio lunedì 22 aprile alle 17,30.
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Da Assoporti appello a Napolitano
ROMA – Assoporti si è rivolta direttamente al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per chiedere un forte impegno del prossimo governo sul tema del rilancio dei porti e, attraverso l’affermazione del loro ruolo strategico, dell’intera filiera logistica del paese.
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Assoporti entra nello scontro sui servizi tecnico-nautici
Le tesi in discussione dopo l’offensiva a Bruxelles del presidente dell’Authority di Venezia – Le implicazioni sulla sicurezza e sulla professionalità – La linea UE
ROMA – Non è un tema semplice, perché le implicazioni sono molteplici: ma il dibattito sui servizi tecnico-nautici, sui loro costi e sulla normativa nazionale che specie per il rimorchio e per l’ormeggio portuale stabilisce regole ormai “storiche” in primis a tutela della sicurezza, adesso approda ad Assoporti. Se ne discuterà lunedì 21 in una apposita seduta a Roma con la presenza già confermata dell’intero vertice dell’associazione.
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Sulle tasse portuali la beffa per Trieste
Lungi dall’essere facilitati, i punti franchi del porto pagheranno di più – La crescente minaccia di Koper, dove costi e tasse sono nettamente inferiori

Marina Monassi
ROMA – Com’era prevedibile, la recente stangata sulle tasse portuali innescata al decreto interministeriale di fine 2012 (in data 24 dicembre e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 5 gennaio scorso) ha provocato un’ondata di proteste, la minaccia di alcuni armatori di abbandonare o diradare le soste nei nostri porti, e anche la contestazione dei termini del decreto stesso. Contestazione che riguarda sia i tempi di applicazione degli aumenti, sia l’“eccezione” contemplata per i punti franchi del porto di Trieste, che invece di essere una facilitazione – come ha tentato surrettiziamente di far credere il testo stesso del decreto – ha costituito un ulteriore aggravio per quel porto.
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