Buquebus replica a Piombino

Dall’amministratore di Buquebus Italia, Silvio Fancellu, riceviamo.LIVORNO – “Con riferimento all’articolo apparso sulla vostra pubblicazione dal titolo “La linea scomparsa” vogliamo significare che quanto sembrerebbe affermare il presidente dell’Autorità Portuale di Piombino signor Luciano Guerrieri non corrisponde alla realtà dei fatti. In quanto, vista l’istanza formale presentata in data 26/11/2009 con protocollo 7472/09 alla Autorità Portuale di Piombino, in data 24/11/2009 alla Autorità Portuale di Livorno ed il successivo incontro, fissato in data 10/12/2009 dalla stessa Autorità Portuale di Piombino, alla presenza dello staff della stessa Autorità Portuale e del Comandante della Capitaneria di Porto di Portoferraio, venivano affrontati problemi tecnici di ormeggio, il tutto supportato dal responsabile dell’armamento di Buquebus S.A. ingegner Luciano Gobbi Benelli.
“La riunione, alla quale non ha partecipato l’Autorità Portuale di Livorno, peraltro invitata dallo stesso signor Guerrieri e nella stessa mattinata contattata telefonicamente, portava come accordo una risposta da parte dell’Autorità Portuale di Piombino entro il mese di dicembre 2009.
“Veniva rilevato, inoltre, che mancando l’Autorità Portuale di Livorno non potevamo pensare ad un completamento dell’iter.
“A tutto il 5 febbraio 2010, non abbiamo ricevuto alcuna risposta alle istanze di cui sopra e, contattato personalmente il presidente Guerrieri, comunicava che avrebbe dato risposta entro il 12 febbraio 2010, data nella quale si sarebbe tenuto il Comitato Portuale in Piombino.
“Nella stessa occasione comunicavamo al presidente Guerrieri l’interesse che comunque avrebbe avuto tempi diversi da quelli precedenti e non in linea con “atti formali” peraltro già assolti.
“Considerando i tempi, Buquebus ha ritenuto non conveniente continuare nel proprio progetto per mancanza di risposte istituzionali e a nulla vale trincerarsi in una formalità di cui non esiste procedura accertata.
“Buquebus Italia continuerà nel suo iter aziendale accettando le regole della competizione e, naturalmente, rispondendo agli atti senza scendere in sterili polemiche che nulla servono al risultato finale”.

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