Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Registro internazionale: nuove norme sui marittimi

ROMA – L’allarme è arrivato al seguito delle schermaglie tra armatori, italiani e non, sulla nazionalità degli equipaggi. Il Registro navale internazionale, che ha rappresentato per la bandiera italiana un notevole passo avanti verso la liberalizzazione dei traffici dalle strettissime norme del Registro nazionale, sta rischiando grosso per una limitazione che, inserita nelle normative europee, impone tra poche settimane la regola che il personale anche nel Registro internazionale debba essere solo italiano o al massimo comunitario.

Confitarma ha lanciato l’allarme: oggi sulle navi iscritte al Registro internazionale possono operare anche marittimi extra-Ue, purché con trattamento economico e previdenziale unificato. Il tutto anche perché la richiesta di marittimi è malgrado la situazione non florida dell’armamento sempre superiore alla disponibilità di quelli comunitari.

[hidepost]

Cos’è cambiato, allora? Un comma solo, inserito nella legge europea sancita dal Dlgs 221/2016, che entrerà in vigore appunto tra poche settimane. Impone infatti che anche le navi iscritte al Registro internazionale italiano e che operano su traffici di cabotaggio (che quindi toccano due o più porti nazionali nella stessa linea che pure ne tocca anche altri non nazionali) debbano imbarcare solo equipaggi italiani o comunitari.

Secondo Confitarma, la norma che è stata invano combattuta in questi anni di “preavviso” comporta due rischi. Il primo è che siano favoriti nel mercato sempre più competitivo sui nostri porti gli armatori stranieri, che possono liberamente assumere personale non comunitario con regole meno stringenti delle europee. Il secondo è che a fronte di questa realtà, anche gli armatori italiani che oggi operano nel Registro internazionale abbandonino la nostra bandiera a favore di registri più o meno ombra, cioè più compiacenti. Il che significherebbe un impoverimento epocale della nostra flotta, con tutte le conseguenze dirompenti per l’economia marittima. L’appello è alla politica: che però, in mancanza di un governo, non sembra interessata.

[/hidepost]

Pubblicato il
25 Aprile 2018
Ultima modifica
30 Aprile 2018 - ora: 09:31

Potrebbe interessarti

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio