Ora serve un “gabinetto di guerra”

Alessandro Santi

VENEZIA – L’asse dei traffici marittimi che si sta spostando verso Sud, il Mediterraneo che riconquista la sua centralità polarizzando circa il 20% dei traffici marittimi mondiali e il 27% dei traffici container, le opportunità di realizzazione di nuove infrastrutture che derivano dal PNRR e dai Fondi del Recovery Plan…Un quadro positivo che rilancia l’Italia come un grande unico porto.

Ma non è così. Dalla relazione che Alessandro Santi, presidente della Federazione Nazionale degli Agenti e dei Raccomandatari Marittimi, ha tenuto all’assemblea generale della categoria a Venezia, scaturisce un quadro ben diverso e tutt’altro che rassicurante sullo stato di salute della portualità italiana e sulle sue capacità di sfruttare una contingenza forse unica per il suo rilancio. Un quadro talmente grave da giustificare – secondo Santi – l’istituzione di un “gabinetto di guerra” un centro decisionale dotato di pieni poteri che non sfoci nella solita e inutile cabina di regia.

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