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Scafi SWATH e vantaggi anche green

Cristiano Bettini

LIVORNO – Nel numero 409 di “Panorama Difesa” (luglio 2021), oltre a un innovativo scafo semiplanante per una corvetta/pattugliatore denominato UFO-V (UltraFast Offshore Vessel) capace di raggiungere elevatissime velocità mantenendo un’elevata stabilità di piattaforma, in diverse configurazioni operative, un interessante servizio dell’ammiraglio Cristiano Bettini, noto studioso di carene navali, aveva introdotto la possibilità di utilizzare altri scafi innovativi, potenzialmente molto veloci anch’essi, seppur non come il precedente, ma convertendo questa loro potenzialità in una propulsione economica e green con elevata autonomia che risponde alle attuali richieste per molte amministrazioni pubbliche, in linea con il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza).

Infatti, la propulsione a fuel cell adottata punta a una sensibile riduzione dell’impatto ambientale, secondo il GPP (Green Public Procurement), strumento di politica ambientale riconosciuto dalle istituzioni europee come una delle leve fondamentali per l’attuazione dell’economia circolare. Si tratta degli scafi SWATH (Small Waterplane Area Twin Hulls), – interviene count nuovo articolo sulla stessa rivista Cristiano Bettini – in particolare nella conveniente versione a catamarano-SWATH, che l’autore ritiene particolarmente interessante, oltre che per la propulsione green, per la miscellanea di caratteristiche simbiotiche e la flessibilità e versatilità d’uso.

Originariamente, gli studi erano volti a sviluppare scafi veloci non convenzionali intervenendo sulla resistenza d’onda e ipotizzando non solo catamarani, ma anche trimarani e pentamarani.

I pregi immediatamente riconosciuti meritarono agli SWATH la definizione di “The best solution for small ships in big waves” (la migliore soluzione per piccole navi fra grandi onde), dovuta al confronto con le unità convenzionali, per le quali la tenuta al mare dipende molto dalle dimensioni e dal dislocamento, e su questi fattori si giocano le forme degli scafi. Il loro comportamento in mare è soggetto direttamente ad accelerazioni, rollio, beccheggio, sussulti e imbardate, che non ne intaccano la robustezza, ma nel lungo periodo affaticano gli equipaggi, diminuendone il rendimento. I sistemi di stabilizzazione adottati migliorano la stabilità, ma solo entro certi limiti fisici.

L’interessante servizio su “Panorama difesa” merita un’attenta lettura, nella sua completa estensione – che non possiamo riportare per motivi di spazio – anche da parte degli esperti di carene navali attuali.

Pubblicato il
18 Maggio 2022
Ultima modifica
20 Maggio 2022 - ora: 10:32

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