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In lutto l’Assonautica di Livorno

Valentina Fissore

LIVORNO – Era l’immagine della giovinezza, della forza anche fisica, del dinamismo: Valentina Fissore, classe 1974, istruttrice di vela FIV sia all’Assonautica livornese che a Viareggio, è stata vittima probabilmente di un aneurisma cerebrale che non le ha lasciato scampo, era fino a ieri in coma irreversibile. Con la tragica ironia che Donna Morte a volte si concede, Valentina se n’è andata proprio nel giorno di San Valentino, la sua festa.

Un’atleta vera, Valentina: nel maggio scorso ha vinto anche la dura regata a Vela dello YCI su un percorso di circa 400 miglia in copia con il francese Gaby Bucau sul prototipo Mini 650 “Maximum”, barchetta di poco più di 6 metri ma altamente acrobatica. È stata una delle regate più impegnative lungo la costa Ovest d’Italia, con tre notti in mare su quel guscio di noce privo di ogni comodità ma velocissimo, tanto da costringere i due velisti a cibarsi – quando hanno potuto – di poche tavolette energetiche e a rinunciare anche a una sola ora di sonno. L’hanno celebrata anche in Francia.

Era un’atleta vera Valentina: campionessa internazionale con numerose imprese nel suo carnet, figlia di un campione, Beppe Fissore, oggi presidente dell’Assonautica di Livorno e a sua volta protagonista di regate internazionali, vincitore di una On Ton Cup, istruttore FIV da anni dedicato in particolare alla sua scuola vela per diversamente abili. Difficile capacitarsi di una fine così nel pieno di una vita così. Dicevano i greci antichi che gli Dei amano chi fanno morire giovane, evitandogli le crescenti mortificazioni fisiche e spirituali della vecchiaia: ma forse Valentina l’hanno amata troppo e troppo presto.

La mamma Lilia, la sorella maggiore Beatrice, il padre Beppe, sono stati oggetto di centinaia di messaggi di cordoglio e di affetto. Ci sono anche i nostri, con tutta la famiglia della Gazzetta Marittima. (Antonio Fulvi)

Pubblicato il
17 Febbraio 2024
Ultima modifica
7 Maggio 2024 - ora: 11:08

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