Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti
LUTTO

Si è spento il prof. Giuseppe Cognetti, pioniere della biologia marina

Era stato fra i promotori del parco dell'Arcipelago

LIVORNO. Era nato a Livorno 97 anni fa ed è a Pisa che l’avevano portato i suoi studi universitari e poi, dopo qualche tappa all’ateneo di Sassari e in quello di Modena, la sua brillante cultura accademica. Nell’università pisana è stato anche stato direttore del Dipartimento di scienze dell’ambiente e del territorio. In riva al mare livornese aveva successivamente spostato l’attenzione quando, ormai prof di chiara fama, era stato nominato nel team di quanti avevano fatto pressione con appassionata competenza perché nascesse il parco naturale dell’Arcipelago Toscano.

Il mondo dell’ecologia scientifica e quello dell’università sono in lutto per la scomparsa del professor Giuseppe Cognetti, nel curriculum un lunghissimo periodo di oltre vent’anni in cattedra a Pisa con l’insegnamento di biologia marina all’Università di Pisa dopo aver lavorato nell’ateneo di Modena come prof ordinario di zoologia. A lungo aveva prestato la propria competenza scientifica a servizio del Paese al ministero dell’ambiente come esponente della Commissione di alta consulenza per la ricerca ambientale così come era stato, qui invece per il ministero delle politiche agricole, membro della Consulta per la difesa del mare

I colleghi dell’ateneo pisano ne ricordano anche il ruolo di presidente della Società Italiana di Biologia Marina, gli anni in cui è stato membro del Consiglio direttivo della Società italiana di ecologia. È stato prima presidente (e successivamente, una volta scattato il pensionamento, presidente onorario) del comitato scientifico di Mareamico.

Dopo un primo periodo dedicato alla biologia (era in scienze biologiche a Pisa col professor Mario Benazzi la sua laurea nell’immediato dopoguerra), l’attività scientifica del professor Cognetti si era indirizzata ad un più complesso approccio all’ambiente e alla qualità ambientale: al punto che era stato uno dei pionieri nell’utilizzo di organismi come indicatori della qualità ambientale per la valutazione qualitativa e quantitativa dell’inquinamento causato dalle attività umane: un atteggiamento che ha contribuito a formare generazioni di allievi che ora sono attivi su vari fronti scientifici tanto in ambito nazionale che su scala internazionale.

Pubblicato il
16 Maggio 2025

Potrebbe interessarti

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora

Il provvisorio permanente

Non sottovaluto, certo, i mille problemi che travagliano l’Autorità di Sistema Portuale del povero presidente Gariglio, stretto tra le morse della politica in zuffa continua e quelle degli operatori che pretendono scelte rapide e...

Leggi ancora

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio