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INCIDENTE MORTALE

Revisione dei mezzi agricoli: l’obbligo c’è ma solo a parole

Federacma: «Va resa davvero obbligatoria, serve il decreto attuativo»

ROMA. «Non possiamo accettare che un mezzo agricolo diventi un rischio mortale solo perché manca un controllo tecnico, una protezione, una revisione che lo renda sicuro». A dirlo è Andrea Borio, presidente di Federacma, la sigla – appartenente alla galassia Confcommercio –  che raggruppa i rivenditori di macchine agricole, operatrici e da giardinaggio. Lo ripete lanciando l’allarme sulla sicurezza dei mezzi agricoli: dev’essere «finalmente attuata la revisione tecnica obbligatoria, che è prevista ma mai avviata».

Borio prende le mosse da un incidente costato la vita a un pensionato di 69 anni morto schiacciato dal suo trattore che si è ribaltato a un incrocio mentre l’uomo stava percorrendo la Cassia nel Comune di Barberino Tavarnelle.

Nel nostro Paese, lo dicono le statistiche ufficiali Inail, – viene fatto rilevare – «più di 100 persone ogni anno perdono la vita in incidenti legati all’uso di trattori, e il ribaltamento del mezzo rappresenta la causa principale». L’esponente di Federacma sottolinea che «la presenza di rollbar, cinture di sicurezza, freni efficienti e dispositivi antiribaltamento può evitare molti di questi drammi, ma troppi mezzi circolano senza alcuna verifica».

Il paradosso è che la legge ci sarebbe  già da dieci anni, insiste Borio. E allora cosa impedisce di farla funzionare? Semplicemente il fatto che si è perso per strada il varo del decreto attuativo che renda la legge concretamente operativa. «Non ci sono centri autorizzati, non ci sono controlli, e intanto – rincara la dose –le persone continuano a morire: questo immobilismo normativo è inaccettabile».

Il presidente di Federacma ricorda che «la sicurezza non guarda all’età, alla professione o al luogo, serve una cultura della prevenzione che coinvolga tutti, professionisti e pensionati, aziende e famiglie. Ma soprattutto servono controlli veri e immediati. Ogni rinvio è un rischio in più per chi lavora o vive la campagna».

Pubblicato il
13 Giugno 2025

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