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LIVORNO: SOS KONECTA

L’intelligenza artificiale al posto del call center: “AI” diventerà la sigla di “Attesa Infinita”

Sindacati all’attacco, il prefetto convoca anche azienda e Tim per il 23 giugno

Presidio Konecta davanti alla Prefettura

LIVORNO. L’effetto distorto dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro rischiano di pagarlo i lavoratori del call center del servizio 187 e i clienti in attesa di risposta. C’è anche questo, secondo i sindacati, nella vertenza livornese del call center Konecta. È questo il motivo per cui all’ultimo presidio le lavoratrici hanno indossato una ironica maglietta in cui la “AI di Tim” viene indicata come sigla di “Attesa Infinita”.

Al tavolo del prefetto labronico Giancarlo Dionisi lo hanno ribadito le organizzazioni sindacali segnalando che «l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte di Tim per gestire una parte delle richieste dei clienti può generare pesanti contraccolpi, sia dal punto di vista occupazionale che della qualità del servizio». A giudizio dei rappresentanti dei lavoratori, c’è il rischio che «i tempi di attesa del cliente» finiscano per «aumentare sempre di più prima di ricevere una risposta soddisfacente al proprio problema».

Sempre giocando sul filo di una amara ironia, al presidio è comparso un pandoro. Come suol dirsi, vorrebbero “mangiare il pandoro” (o il panettone) come richiamo simbolico all’auspicio di arrivare a festeggiare Natale «mantenendo il nostro posto di lavoro e avendo certezze sul nostro futuro».

Tutta questa mobilitazione ha portato a un nuovo appuntamento, dopo che in extremis era saltato quello previsto nei giorni scorsi. L’appuntamento ora è fissato per martedì 23 giugno a mezzogiorno: il prefetto Giancarlo Dionisi ha convocato le parti a Livorno al Palazzo del Governo. Scopo: cercare una soluzione alla vicenda del call center livornese Konecta.

Già adesso la situazione non è rosea: il servizio clienti 187 di Tim è l’unica commessa e già al presente i carichi di lavoro sono talmente bassi che le 76 lavoratrici sono in servizio effettivo solo per un limitato numero di giorni al mese (con conseguente assottigliamento della busta paga). Ma lavoratori e sindacati sono sul piede di guerra perché adesso Tim sembra orientato a tagliare ulteriormente i volumi e il call center livornese rischia di «andare incontro a una probabile chiusura già a partire dal prossimo autunno», come spiegano i sindacati Cgil Cisl Uil di categoria e le rappesentanze sindacali (rsu).

Secondo quanto reso noto dai sindacati, il prefetto ha chiamato a sedersi martedì  attorno al tavolo sia i rappresentanti delle lavoratrici (le rsu e le segreterie provinciali di Slc Cgil, di Fistel Cisl e di Uilfpc Uil) sia le istituzioni locali così come l’azienda Konecta e la committente Tim. Sarà un faccia a faccia «importante per capire le prospettive del call center e il futuro delle 76 dipendenti», si sottolinea dalla sponda sindacale. Lo si fa annunciando che, in concomitanza con l’incontro al tavolo del prefetto Dionisi, una delegazione di lavoratrici effettuerà un presidio davanti alla Prefettura con l’intenzione di «continuare a far sentire la propria voce e manifestare tutta la propria preoccupazione». Con uno slogan che riassume la situazione: «Livorno non può permettersi di perdere altri 76 posti di lavoro».

Come detto, l’annuncio che al Palazzo del Governo si terrà un nuovo round di confronto arriva all’indomani dell’incontro che la rappresentanza sindacale e le organizzazioni Cgil Cisl Uil di categoria avevano avuto, su loro richiesta, con il prefetto livornese Giancarlo Dionisi. L’avevano domandato per capire «i motivi che hanno causato l’annullamento dell’importante riunione con Konecta e la committente Tim». Era in agenda per mercoledì 17 ma era saltata in extremis.

La nota firmata dai sindacati riferisce che il prefetto, al quale è stato dato pubblico ringraziamento («per la disponibilità dimostrata»), ha spiegato che «l’incontro con Konecta e Tim è stato rimandato per aver la possibilità di effettuare ulteriori approfondimenti e per aver così un quadro più chiaro della situazione al fine di studiare possibili soluzioni per la gestione di questa delicata vertenza». I sindacati avevano insistito: «È una lotta contro il tempo, servono risposte concrete in tempi rapidi».

Pubblicato il
19 Giugno 2026

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