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L’ONDATA DI GELO

«In fabbrica si lavora al freddo» e il sindacato chiama allo sciopero

Nel mirino la Magna di Guasticce («portelloni rotti e chiusure ko»)

GUASTICCE (Livorno). Stavolta lo sciopero non è contro la legge finanziaria del governo o per schierarsi dalla parte dei palestinesi a Gaza: allo stabilimento Magna di Guasticce, una fabbrica del settore componentistica auto specializzata in serrature, venerdì 9 gennaio nell’ultima ora di ogni turno di lavoro si sciopera per per protestare contro il fatto che nei reparti all’interno della fabbrica si lavora «in condizioni di freddo inaccettabili», e questo «nonostante gli interventi effettuati dall’azienda».

Il leader dei metalmeccanici Cgil livornesi, Massimo Braccini, e Claudia Dagate, sindacalista di fabbrica della Rsu Fiom Magna, puntano il dito: il problema «si ripresenta ogni anno: portelloni rotti o malfunzionanti, dispersione di calore e reparti che restano freddi». All’azienda il sindacato rimprovera di limitarsi a «interventi parziali» che «non risolvono un problema strutturale che pesa sulla salute e sulla dignità di chi lavora».

È per questo che, in nome del «ripristino immediato» di una situazione accettabile degli ambienti di lavoro, Fiom e Rsu chiedono che l’azienda si impegni a effettuare «interventi strutturali e definitivi su portelloni e chiusure». Ne va del «pieno rispetto della salute e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori», viene sottolineato («la salute non è negoziabile»).

Pubblicato il
9 Gennaio 2026

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