«Quella nave è carica di armi»: presidio all’alba sul ponte mobile
La polizia sgombera l’iniziativa di protesta degli attivisti

LIVORNO. Si sono registrati attimi di tensione quando un gruppo di manifestanti, come riportato da “il Tirreno” e da “Il Telegrafo”, ha tentato di inscenare sul ponte mobile di via Mogadiscio un presidio di protesta contro il passaggio di una nave: stando sopra il ponte volevano impedirne l’apertura per far passare la nave. È accaduto all’alba di sabato 18 aprile. Il motivo dell’azione di lotta? La nave, indicata dai promotori della contestazione come «proveniente dalla base di Camp Darby», era accusata di essere «carica di armi e munizioni»: l’obiettivo era impedirne «in maniera pacifica» l’accesso al porto di Livorno passando dal canale dei Navicelli («per portare il suo carico di morte fuori dal porto di Livorno la nave deve passare per forza da qui», secondo quanto annunciato via video).
La polizia, giunta sul posto con due camionette del reparto mobile, ha poi proceduto con le operazioni di sgombero, secondo quanto riporta il giornale online “Livorno today”. È stata perciò bloccata l’iniziativa di protesta in corso davanti all’ingresso della sponda est sul ponte levatoio (che in questo periodo resta l’unico accesso stradale al terminal contenitori della Darsena Toscana, essendo com’è noto in riparazione il viadotto). Alcuni manifestati sono stati portati via di peso, come si nota nel video di quasi cinque minuti pubblicato sui canali social del sindacato Usb.
Avvisati dalla «segnalazione di alcuni lavoratori» che sarebbe passata in quella zona la nave ritenuta «carica di armi», era scattata la mobilitazione di «varie realtà livornesi come Usb, Gap, Ex Caserma, Potere al Popolo e Scuola di Carta, che hanno animato in questi mesi le varie proteste contro la guerra», com’è stato riferito dai promotori della contestazione.
Sulla vicenda è intervenuto anche il coordinamento provinciale del sindacato Usb dei vigili del fuoco: in una nota inviata al comando provinciale dei vigili del fuoco, al prefetto e al sindaco (e resa pubblica online), si contesta l’uso di «una squadra di soccorso Vvf in attività di vigilanza per il passaggio di armi nel porto di Livorno». E ciò perché si ritiene, come segnalato, che avendo «sole due squadre operative per una città di oltre 150mila abitanti e per i Comuni limitrofi», questo abbia distratto personale «a discapito della sicurezza della popolazione».











