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FIRENZE

Dogane alla prova dell’innovazione con il nuovo codice

Nella bufera come difendersi da tensioni geopolitiche e choc sui prezzi

Il convegno fiorentino sul futuro delle Dogane

FIRENZE. “La Dogana che verrà tra innovazione e geopolitica”: questo il titolo del convegno che a Firenze, nella sede di Confindustria Toscana, è stato organizzato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm) Toscana e Umbria, da Confindustria Toscana e da Assotosca Confetra Firenze. L’intenzione degli organizzatori? Occhi puntatoi sul nuovo codice doganale. Da un lato: un approfondimento sulle semplificazioni doganali, in particolare lo sdoganamento centralizzato e l’armonizzazione delle formalità doganali a livello europeo (così che gli operatori economici possano gestire gli adempimenti doganali dal luogo in cui sono stabiliti anziché dall’ufficio di importazione dei beni. Dall’altro: le nuove opportunità derivanti dagli accordi di libero scambio, con attenzione ai mercati del Mercosur e dell’India.

«Il processo di riforma del codice doganale dell’Unione Europea giunge a conclusione in un momento di forti tensioni internazionali, caratterizzate da restrizioni commerciali, disallineamenti nella catena logistica e un nuovo shock sui prezzi dell’energia e delle materie prime»: così il direttore delle Dogane, Davide Bellosi ha aperto l’illustrazione del nuovo codice doganale che «offre un’ampia gamma di strumenti a beneficio delle imprese che operano sui mercati internazionali». Si punta a migliorare l’efficienza dell’attività di contrasto alle frodi (attraverso un’analisi dei rischi a livello europeo), ma si vuole anche introdurre nuove forme di partenariato in grado di valorizzare la “compliance” degli operatori commerciali e della logistica. Per Bellosi tutto contribuisce a «sviluppare la proiezione internazionale delle nostre imprese, anche in chiave difensiva a fronte delle ricorrenti crisi internazionali».

A giudizio del direttore di Confindustria Toscana, Gabriele Baccetti, il nuovo codice doganale può essere «un’opportunità strategica per il sistema produttivo della nostra regione». Lo spiega così: «La semplificazione delle procedure, come lo sdoganamento centralizzato, e la spinta verso la digitalizzazione sono leve fondamentali per la competitività del nostro export». A questo bisogna sommare il supporto alle imprese nell’accesso ai nuovi accordi di libero scambio («dall’India al Mercosur»): significa «rafforzare la nostra proiezione internazionale». Ben venga, dunque, «la proficua collaborazione instaurata con l’Agenzia Dogane: essenziale per trasformare la compliance doganale in un vero vantaggio competitivo per le imprese del territorio toscano».

«Anche se l’argomento può essere considerato un po’ fuori tema, voglio evidenziare che a breve ci sarà il passaggio da “Aeo” a “Trust and Check”», afferma Mario Bartoli, presidente di Assotosca. «Non lo condivido totalmente – sostiene – perché in Italia stiamo facendo un grande lavoro per arrivare a certificare quasi tutte le aziende di spedizione e buona parte delle aziende che si occupano di export. Si tratta di un modello anomalo perché l’ “Aeo” rappresenta il modo corretto di relazionarsi con le Dogane».

Il tavolo dei relatori del Convegno sul futuro delle Dogane a Firenze nella sede di Confindustria

Nel corso dell’incontro si sono tenute due tavole rotonde moderate dal prof. Enrico Perticone. La prima sulle semplificazioni e sulla governance digitale: sono intervenuti con le loro relazioni tecniche Domenico De Crescenzo (presidente del Consiglio nazionale degli spedizionieri doganali), Marlene Mauro (dirigente dell’Ufficio regimi e procedure doganali Adm), Roberta Corsetti (Direzione dogane Adm), Alberto Siniscalchi (Direzione territoriale Adm Toscana e Umbria) e Stefano Rigato (presidente di Assocad).

L’altra tavola rotonda, dedicata agli scenari del commercio internazionale, ha visto la partecipazione di Claudio Oliviero (direttore centrale Dogane Adm), Massimo De Gregorio (presidente Anasped), Giacomo Vigna (dirigente della Divisione Industrie del Made in Italy del ministero) e Pasquale Cerbone (accordi di libero scambio e cooperazione internazionale di Confindustria).

Vale la pena di ricordare che il convegno è stato arricchito dall’intervento di Alicia Silvana Barone, incaricata di affari dell’ambasciata argentina in Italia, e dalle testimonianze di quattro importanti aziende del territorio toscano: Baker Hughes Nuovo Pignone con Paolo Farci; Cad Toscana con Stefano Rigato; Alha Airport con Alessandro Cappella; Piaggio con Gioacchino Cacciapuoti.

Pubblicato il
12 Giugno 2026

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