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ECONOMIA

La “Maranello” degli yacht è in Toscana: qui il nuovo “cuore” del made in Italy

Export per 1,7 miliardi: a Viareggio il “conclave” con il ministero

Tour nei cantieri del distretto degli yacht in occasione dello Yare Day

VIAREGGIO. La nautica di alto livello è il nuovo volto del made in Italy: ma se la moda aveva il palcoscenico soprattutto a Milano, non c’è dubbio che il cuore della produzione di yacht più o meno grandi abbia il proprio “cuore” in Toscana, anzi lungo la costa toscana con un piccolo sforamento in terra spezzina. L’ha ribadito proprio il “Blue Design Summit” spezzino che l’Italia sta rafforzando la propria leadership globale  arrivando al 53% del portafoglio ordini mondiale (e questo «nonostante una riduzione degli ordini complessivi da 1.138 a 978 unità secondo le anticipazioni sul Global Order Book 2026»); senza contare che c’è un’aspettativa positiva guardando al futuro, se è vero che il 50% delle aziende prevede una crescita del proprio fatturato. Nella presentazione del progetto delle “marine d’Italia” al Marina Cala de’ Medici è stato segnalato che è sulla costa toscana «una quota del 40%» di questa egemonia italiana sugli ordinativi mondiali.

Insomma, potremmo avere, chiamiamola così un po’ curiosamente, una “Yacht Valley” fra il golfo di La Spezia e la provincia di Livorno passando per il polo apuano, quello tradizionale viareggino e quello pisano, oltre al grande stabilimento livornese di Azimut Benetti.

Ben venga che adesso la Toscana e gli stessi marchi dello yachting ne prendano consapevolezza perché finora non è stato così:

  • dal punto di vista degli squilibri territoriali fra la Toscana costiera che corre assai meno di quella interna fra Firenze e Valdarno: serve a rimettere in pari i territori, senza far appello unicamente a buone disposizioni d’animo o a sentimenti di coesione per trovare invece nell’economia gli ingranaggi giusti<
  • dal punto di vista della modernizzazione: non è possibile che, magari in nome di cose positive come la salvaguardia del territorio, di fatto si musealizzi la Toscana tramutando l’industria in elemento residuale rispetto alla turistizzazione che cambia i territori in prodotto da vendere all’estetica del turismo. Il futuro della Toscana è (anche) nell’industria, soprattutto quella a più alto tasso d’innovazione.

Tutto questo panegirico è utile a dare il contesto dell’appuntamento che il prossimo 23 giugno viene messo sulla rampa di lancio a Viareggio: a partire dalle 10 al Molo Marinai d’Italia (Portus di Viareggio) è in agenda l’iniziativa dal titolo “La nautica toscana: innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione». Stiamo parlando di «un settore che, senza considerare l’indotto, vale oltre 1,7 miliardi di euro di export e rappresenta una delle principali eccellenze manifatturiere italiane». Con un sottotitolo che, nella valorizzazione della filiera, richiama il ruolo del ministero delle imprese e del Made in Italy.

L’iniziativa porta la firma della Casa del Made in Italy di Firenze in tandem con la Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, con il supporto del Centro di Competenza Artes 4.0 e di Energia Media e la collaborazione di Navigo (e il patrocinio della Regione Toscana). A confronto i rappresentanti del ministero delle imprese e del Made in Italy, le istituzioni regionali e locali, il sistema della ricerca, dei distretti tecnologici, delle associazioni imprenditoriali e dei principali attori della nautica toscana.

Il Kos yacht Benetti Classic di 37 metri datato 2009 nei cantieri Lusben per il refit, questo è il deck superiore

Il complesso delle produzioni dei cantieri nautici «continua a rappresentare uno dei principali motori dell’export toscano». Dal quartier generale della Camera di Commercio delle province di Lucca, Pisa e Massa Carrara si ricorda che «nel 2025 la sola provincia di Lucca ha esportato navi e imbarcazioni per circa 1,3 miliardi di euro: valore che rappresenta il 75% delle esportazioni regionali del settore». Rincarando poi la dose: «A questo risultato si aggiunge la performance della provincia di Massa-Carrara, dove l’export della cantieristica nautica ha superato i 444 milioni di euro, raddoppiando rispetto all’anno precedente». In realtà, è un conto che funziona a metà ed è la riprova di quel che zoppica nel configurare l’intera costellazione lungo poco più di un centinaio di chilometri di costa: è da presumere che la produzione realizzata nei cantieri livornesi e pisani sia imputata altrove per motivi puramente tecnico-burocratici. Non è una svista o un inevitabile capriccio statistico-campanilistico, è parte del problema.

Sta di fatto che «anche sul piano economico-finanziario il comparto conferma la propria solidità». Lo dice l’analisi dei bilanci 2024 realizzata dalla Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest e dal suo Istituto di Studi e Ricerche (Isr) su oltre 120 imprese: «La cantieristica navale si conferma il settore più redditizio dell’area costiera, con un “roi” pari al 18,2% in provincia di Lucca e al 20,9% in provincia di Massa-Carrara».

Presentando l’evento, occorre tener presente che nel corso della giornata saranno affrontati «i temi della governance della filiera, della digitalizzazione dei cantieri, della sostenibilità ambientale e della transizione verso nuove tecnologie di propulsione, tra cui motorizzazioni ibride, elettriche e a idrogeno». Da parte dei rappresentanti del ministero delle imprese e del Made in Italy, delle autorità portuali, del sistema della ricerca e dei distretti tecnologici saranno illustrati «strumenti, incentivi e opportunità a sostegno delle imprese»: in particolare, l’attenzione si concentrerà su «piccole medie imprese e aziende artigiane che costituiscono l’ossatura del distretto nautico toscano».

Queste le parole del presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, Valter Tamburini: «L’accordo quadro sottoscritto tra la nostra Camera di Commercio, Unioncamere Toscana, Regione Toscana e la Casa del Made in Italy trova in questa iniziativa una concreta applicazione sul territorio. L’evento rappresenta un’importante occasione di confronto diretto tra imprese e ministero sui temi che incidono maggiormente sulla competitività del comparto. Sostenere una filiera che genera oltre 1,7 miliardi di euro di export significa valorizzare una delle espressioni più avanzate del Made in Italy e rafforzare il ruolo delle tante piccole medie imprese e aziende artigiane che contribuiscono al successo internazionale della nautica toscana».

Mauro Zucchelli

Pubblicato il
18 Giugno 2026
di MAURO ZUCCHELLI

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