Ex deposito Eni esploso, la firma che avvia la riconversione dell’area
L’intesa a distanza di meno di 20 mesi dal gravissimo incidente

La sede della Regione Toscana, Palazzo Strozzi Sacrati ospita la presidenza
FIRENZE. Poco prima del Natale di due anni fa il deposito carburanti Eni di Calenzano è saltati in aria per una esplosione che ha ucciso cinque persone e ne ha ferite 28. Quella strage ha fatto emergere in tutta evidenza che una attività del genere non avrebbe potuto più essere localizzata in quel luogo. Risultato: a distanza di meno di 20 mesi arriva la firma dell’accordo che cambierà l’identikit di quella zona. La Regione Toscana ha annunciato che viene sottoscritto insieme al Comune di Calenzano e a Eni Industrial Evolution l’intesa che definisce «tutti i contenuti del percorso di riconversione dell’area di via Erbosa». Appuntamento a Firenze nel quartier generale del vertice della Regione Toscana, a Palazzo Strozzi Sacrati.
Le firme saranno quelle del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, del sindaco di Calenzano, Giuseppe Carovani e, in connessione online, per Eni, da Giuseppe Ricci, direttore Industrial Transformation di Eni spa, da Umberto Carrara, amministratore delegato Eni Industrial Evolution spa, e da Francesco Manna, responsabile local public affairs Italia Eni spa.











