Visita il sito web
Tempo per la lettura: 4 minuti
I NUMERI DELL'ACI

Ancora giù il numero delle auto acquistate (anche usate): abbiamo meno soldi in tasca

Quelle comprate di seconda mano sono più del doppio delle nuove: una su sei ha più di 20 anni

ROMA. Sarà perché i giovani no lo ritengono più un bene indispensabile o perché c’è il timore di inquinare le città, più probabilmente è soprattutto un indicatore del fatto che nelle tasche delle famiglie non ci sono abbastanza soldi per accollarsi la spesa di un’auto, nemmeno con rate al di sotto dei cento euro che rimandano di 4-5 anni il saldo effettivo del pagamento con la maxi-rata: fatto sta che nello scorso mese di luglio, il mercato dell’usato auto registra «un calo nei volumi assoluti». Parola dell’Automobil Club d’Italia, che lo mette nero su bianco con il bollettino “Auto trend”: dunque, non esattamente una fonte sospettabile di fare propaganda contro il governo, visto che a guidarla – esattamente da tredici mesi – è stato messo Geronimo La Russa, figlio del presidente del Senato e esponente di primissimo piano della destra meloniana made in Italy.

Potrebbe essere, per altra via, l’indizio di un fenomeno che sta conoscendo non solo il nostro Paese: i “lavoratori impoveriti”. Da tradurre così: è vero che c’è un tasso di occupazione più alto (e in genere gli standard di disoccupazione si abbassano), ma principalmente per due motivi:

  • gli anziani devono rimanere più a lungo al lavoro: talvolta perché maturano più tardi i requisiti per la pensione, talvolta perché sono loro stessi a decidere di continuare a lavorare perché riscuoterebbero una pensione ovviamente più bassa del salario (e senza più nemmeno la possibilità di fare straordinari);
  • l’Italia è, come noto, l’unico dei grandi Paesi occidentali in cui il livello dei salari è andato diminuendo, e non negli ultimi mesi ma nel corso dei decenni: colpa della destrutturazione dei contratti per cui, oltre ai grandi modelli collettivi di riferimento, ne sono spuntati come funghi per dare un paravento di legalità a condizioni indicibili, non di rado mascherati anche da false coop.

I passaggi di proprietà delle autovetture sono stati negli luglio scorso 287.960: poco meno di 6mila in meno rispetto al luglio dello scorso anno. «Con una diminuzione del 2%», rendo noto l’Automobile Club. Se dalle auto allarghiamo lo sguardo al complesso dei passaggi di proprietà, usato incluso, relativi a tutti i tipi di veicoli si rileva che nel mese scorso sono stati 401.774, quasi 9mila in meno dai 410.807 che erano nello stesso mese dell’anno precedente («con una diminuzione del 2,2%»).

Nel dettaglio territoriale, i passaggi di proprietà risultano in calo in tutte le macro-aree: nel Nord-Ovest giù del 2,2% così come nel Centro Italia, nel Nord-Est meno 3,5%, il calo meno rilevante è nel Sud e nelle Isole (in arretramento di non più di un punto percentuale). Su scala regionale le variazioni più significatuve in aumento sono in Valle d’Aosta (più 1,4%), Basilicata (più 0,8%) e Puglia (più 0,7%).

Non basta: si ricorre all’usato come ripiego quando è assolutamente indispensabile comprare un’altra auto: se nei primi sette mesi di quest’anno, si registra l’acquisto di «180 auto usate ogni 100 nuove», nel mese di luglio la corsa all’usato si impenna: ogni 100 vetture nuove ne sono state vendute 213 usate. Segno del tentativo di avere a portata di acquisto qualcosa che possa costare poche migliaia di euro, anziché sobbarcarsi l’impegno di 15-20mila euro per una utilitaria.

La conferma arriva anche da un altro aspetto: a luglio sale la quota di vetture usate più vecchie: quelle fra i 20 e 29 anni di anzianità di servizio sono una su sei, cioè il «16,2% dei passaggi di proprietà contro il 14,4%» di dodici mesi prima. Non solo: in crescita anche le autovetture con più di 30 anni alle spalle, hanno rappresentato il 2,7% del totale, qualcosina in più rispetto al 2,5% registrato nello stesso mese dell’anno precedente.

Piazzale per lo stoccaggio di auto nuove

Al tempo stesso, sono un aumento le radiazioni di autovetture dal Pubblico Registro Automobilistico: in aumento del 2,2% rispetto allo stesso mese del 2025 (con 111.416 pratiche contro le 109.034 dell’anno precedente). Aumentano le demolizioni (più 7,8%), diminuiscono le esportazioni (meno 9,3%). Quanto alla classe “euro” delle auto radiate, nei primi sette mesi di quest’anno sono le Euro 4 a farla da padrone (il 36,5% del totale), seguite dalle Euro 5-6, (33,4%) mentre le Euro 3 incidono per il 18,5%. Come si vede, le classi più datate – Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 – pesano ancora complessivamente per l’11,3%. È l’indizio del fatto che le Euro da 0 a 2 non sono affatto estinte come dinosauri.

Quanto all’alimentazione, nel mercato dell’usato – si afferma – continuano a prevalere la scelta tradizionale fra diesel e benzina. Ma con un “ma”: in crescita le motorizzazioni elettrificate con le auto ibride a benzina che arrivano a luglio a una quota del 12,1% dei passaggi di proprietà (più 18,5% su base annua). E le 100% elettrico sul mercato dell’usato? L’Aci dice che «a luglio rappresentano l’1,3% del mercato, con una crescita del 17,4% rispetto allo stesso mese del 2025».

 

Pubblicato il
8 Agosto 2026
di MAURO ZUCCHELLI

Potrebbe interessarti

Livorno, il maquillage del vecchio porto

Bisogna ammetterlo: c’è un impegno dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Settentrionale nella ripulitura, insomma di un tanto atteso maquillage, a Livorno all’area del Porto Mediceo, anche quella non impegnata dai grandi lavori...

Leggi ancora

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora

Gaudium Magnum, habemus Danieli (era ora!)

Mi dicono, dai recessi più profondi di Palazzo Rosciano, che finalmente stanno spolverano la poltrona del segretario generale dell’Authority livornese perché lunedì prossimo arriverebbe il nominato comandante Pierpaolo Danieli. Gaudium Magnum, recitano alla nomina...

Leggi ancora

Cogito, ergo vedo nero

Provo a fare una sintesi di quanto emerso e sta emergendo dalle diatribe sulla Darsena Europa, con tanto di chiarimenti dal commissario/prefetto e gallinaio vario sulle aree pressoché completate. È un’analisi mia personale, condita...

Leggi ancora

Addio amico Giorgio

LIVORNO. Non è soltanto la scomparsa a 91 anni di un importante imprenditore del settore portuale: la morte di Giorgio Fanfani, avvenuta nella notte di domenica, segna la perdita di un altro pezzo dell’anima...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio