Authority Livorno, l’ex deputato leghista Mancini a un passo dalla nomina
Accordo sul suo arrivo come numero 2 ma c’è chi si oppone. Le mosse in vista

Gianmarco Mancini
LIVORNO. Dunque, alea iacta est, o per dirla in volgare, il dato è tratto. La lunga, amara lotta di potere tra partiti per la poltrona di segretario generale nell’Authority di Livorno sarebbe stata conclusa con un accordo sul nome dell’avvocato leghista Gianmarco Mancini, lucchese. La Regione Toscana ha dato, più o meno volentieri, il suo assenso all’ex parlamentare della Lega. Potrebbe così chiudersi un lungo periodo – poco meno di un anno – di Authority semi-acefala, di fatto costretta a una gestione come minimo claudicante e non certo per colpa di Gariglio.
Ho scritto “potrebbe”: ma, a quanto si sente dire a Palazzo Rosciano, le cose non sarebbero finalmente risolte. Contro la nomina di Mancini si è già costituito un robusto gruppo di opposizione, costituito da funzionali interni all’istituzione portuale ma anche da espressioni sindacali del lavoro portuale, intenzionato a presentare formale ricorso. La tesi: l’avvocato Mancini non ha assolutamente i requisiti richiesti dalla legge, che richiede specificamente una diretta conoscenza delle problema che portuali.
Se il ricorso ci sarà, potrebbe essere formalmente annunciato già venerdì 27 all’interporto di Guasticce, dove è in programma un Gotha imprenditoriale e politico su iniziative riferite all’idrogeno per le navi.
Sempre da voci di corridoio, Gariglio starebbe studiando a sua volta una contromossa all’eventuale ricorso: la nomina di un “consulente specializzato” nella veste di capo di gabinetto per contrastare il vuoto di potere in mancanza di segretario generale. C’è già stato un precedente. Dunque, non ci resta che attendere, magari pregando sull’aiuto di Venere Euricina, protettrice di chi lavora sul mare…
A.F.











