Laviosa parte da Piombino: reindustrializzare si può, anzi è indispensabile
Confindustria, il via alla visite del nuovo presidente della delegazione livornese

Giovanni Laviosa secondo da sinistra accanto a Nereo Marcucci presidente di Pim durante la visita a Piombino Industrie Marittime
PIOMBINO (Livorno). Le “visite pastorali” dopo aver assunto in Confindustria il ruolo di presidente della delegazione di Livorno (e di vicepresidente vicario di Confindustria Toscana Centro e Costa), Giovanni Laviosa abbia voluto iniziarle a partire da Piombino significa pur qualcosa: non è solo una scelta “di periferia” e di vicinanza al territorio che forse più ha sofferto gli sconquassi della deindustrializzazione, è anche un faro puntato su quel che sta maturando in zona per far tornare in alto l’economia di quella città e della Val di Cornia. A partire proprio dal polo siderurgico: con il progetto Metinvest Adria e con l’acquisizione di Liberty da parte di Trasteel, ad esempio. Ma non solo: si pensi che Laviosa la visita del debutto l’ha riservata, oltre che a Velmare, a Piombino Industrie Marittime (Pim), che giusto nei giorni scorsi ha fatto decollare il quarto progetto di nave. Il segno della volontà di non arrendersi, dopo che le circostanze esterne avevano reso assai pressoché impossibile quanto stabilito nel patto con il governo di realizzare un polo per la demolizione delle navi della Marina.
Concetti sottolineati da Laviosa parlando a margine degli incontri. «Piombino è un nome che in Italia e in Europa evoca industria, porto, logistica e acciaio: è una città che ha vissuto fasi difficili ma che non ha mai smarrito la sua vocazione manifatturiera. Oggi ci sono segnali concreti di inversione di tendenza che vanno sostenuti con determinazione». Una sottolineatura che significa voler dare a Piombino «un ruolo centrale nella prospettiva di reindustrializzazione della costa toscana», come ripetonoi dal quartier generale dell’organizzazione imprenditoriale.
Le visite hanno consentito – è stato ripetuto – di valorizzare il consolidamento di realtà strategiche come Piombino Industrie Marittime, oggi protagonista di una crescita significativa nell’ambito della nautica, delle piattaforme marine e della costruzione navale e Velmare, specializzata nella costruzione di scafi in vetroresina e carbonio per maxi yacht. Per Confindustria Toscana Centro e Costa, il futuro industriale di Piombino, come viene ribadito in una nota, «passa anche da nuovi investimenti come quello di Metinvest Adria, progetto di acciaieria green che rappresenta una prospettiva importante per il territorio, per il sistema produttivo e per l’occupazione».
Ma non basta enunciare gli auspici per vederli magicamente concretizzare: la reindustrializzazione non si fa con le belle parole e la bacchetta magica. Nelle stesse ore in cui, in seguito a un gravissimo incidente stradale sull’Aurelia, il presidente della Camera di Commercio tornava a tuonare su quanto sia indispensabile dotare la direttrice stradale tirrenica di una arteria all’altezza della situazione, Laviosa ha insistito proprio sull’esigenza di «accelerare sulle infrastrutture» se si vogliono rafforzare le attività delle realtà presenti e trasformare nuove opportunità in sviluppo stabile: il presidente degli industriali indica che per Piombino tutto questo si chiama «porto, banchine, viabilità soprattutto con il completamento del secondo lotto della 398, e collegamenti ferroviari». Aggiungendo: sono «condizioni essenziali per sostenere il rilancio industriale di Piombino e della costa».
A Piombino il neo-presidente ha avuto un faccia a faccia anche con il sindaco della città, Francesco Ferrari. Con lui è stata concordata «la necessità di una forte collaborazione tra imprese, istituzioni e territorio» così da accompagnare «una fase decisiva per l’industria piombinese, mettendo al centro investimenti, lavoro, sostenibilità ambientale e la formazione di nuove competenze».
Il ciclo di visite – viene annunciato – proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori incontri nelle aziende del presidio di Piombino e della Val di Cornia, d’intesa con il suo coordinatore Nedo Bertini, per «rafforzare il dialogo con il sistema produttivo locale e approfondire esigenze, opportunità e prospettive di sviluppo».
L’ultima sottolineatura è dedicata alla formazione. «Per rendere competitiva questa nuova fase – afferma Laviosa – serve una filiera educativa territoriale costruita per Piombino e per i piombinesi, in grado di unire scuola, formazione tecnica, competenze digitali e imprese».











