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LO SCIOPERO

Vado Gateway: l’utilizzo del part time fino al 20% è previsto dal contratto nazionale

La società ricorda che tale formula è usata da 15 anni («e anche in vari altri porti»)

Porto di Vado Ligure vista dall’alto

VADO LIGURE (Savona). «È utile ricordare come il ricorso da parte delle società terminalistiche al part time fino a un massimo del 20% della forza lavoro sia una legittima possibilità prevista dal contratto collettivo nazionale (firmato da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti)». A dirlo è la società Vado Gateway in merito allo sciopero indetto per il 2 aprile da Filt Cgil e Uiltrasporti nell’intero sistema portuale Savona-Vado: interviene cogliendo al volo «l’occasione per ribadire di operare nel pieno rispetto della normativa vigente».

Nel contratto collettivo nazionale – viene sottolineato – c’è «un apposito articolo (il numero 63)» che disciplina l’utilizzo del part time. Vado Gateway tiene a rimarcare che il ricorso a questa formula  «non entra in alcun modo in contrasto con l’articolo 17 della legge 84/94, come riconosciuto dalla stessa Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale». Aggiungendo poi una sottolineatura: «Si precisa come l’utilizzo della Culp da parte di Vado Gateway sia in costante crescita proporzionalmente all’incremento dei volumi movimentati».

La società mette l’accento anche sul fatto che tale tipologia contrattuale è «già utilizzata non solo all’interno del sistema portuale di Vado Ligure (da almeno quindici anni), ma anche in numerosi altri porti italiani tra i quali Livorno, Ravenna e Gioia Tauro».

Vale la pena di rilevare – dice la società – che la possibilità di ricorrere a contratti part time non è «motivata dalla volontà di risparmiare sul costo del lavoro», semmai è legata «alla necessità di operare servizi marittimi settimanali attivati dai clienti del terminal in alcuni giorni della settimana».

Pubblicato il
2 Aprile 2026

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