Aeroporti di Pisa e di Firenze record dopo record: già a 1,7 milioni di turisti in 3 mesi
Ma sul carburante l’euro-commissario inizia a ipotizzare il rischio razionamento

Passeggeri salgono a bordo di un aereo Ryanair
PISA. L’accoppiata toscana di aeroporti, Pisa e Firenze, non smentiscono in questi primi tre mesi dell’annata la buona abitudine di battere record su record nei dati relativi ai flussi dei passeggeri e superare un mese dopo l’altro le cifre di dodici mesi prima, spesso battendo il primato riguardante quel mese negli ultimi dieci anni. Ecco che anche il 2026 conferma questa tendenza alla crescita: ad esempio, come annuncia la società Toscana Aeroporti controllata dal magnate argentino-armeno Eduardo Eurnekian, nel mese di marzo il sistema aeroportuale toscano di Firenze e Pisa ha registrato «per la prima volta oltre 700mila passeggeri transitati». In percentuale: più 9,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Con una sottolineatura che vale la pena di fare: a trainare l’incremento è per intero l’espansione del segmento relativo al traffico internazionale (più 12,3%) perché, al contrario, il segmento nazionale è in arretramento (meno 0,8%).
Beninteso, non è un exploit del solo mese di marzo appena concluso: anche in gennaio così come in febbraio il sistema aeroportuale toscano ha messo a segno i «migliori risultati di sempre». Questo significa che nell’arco di appena un trimestre (e nemmeno quello di punta…), sono già transitati dagli aeroporti di Pisa e di Firenze «complessivamente 1,7 milioni di passeggeri» con un balzo di oltre sette punti rispetto a dodici mesi prima.
In dettaglio le cifre dei due aeroporti toscani
PISA. «Per la prima volta» l’aeroporto “Galileo Galilei” ha registrato oltre 400mila passeggeri transitati nel mese di marzo, mettendo a segno una crescita del 9,3% rispetto al 2025. Da notare che ambedue i segmento del mercato se la sono cavata benone o perlomeno abbastanza bene: i traffici internazionali hanno visto una impennata dell’11,3%, in positivo anche l’andamento dei traffici nazionali (più 3,4%). Quali sono le rotte con il maggior volume di traffico? Tirana al primo posto, sul podio anche Londra e Palermo, poi seguono Catania e Bari. A ciò si aggiunga che «già nel primo trimestre dell’anno» il “Galilei” è andato al di là della soglia del milione di passeggeri transitati («con una crescita del 7% sul 2025»).
FIRENZE. Viene definito «risultato storico» anche gli «oltre 295mila passeggeri transitati» in marzo dall’aeroporto fiorentino “Vespucci”: a confronto con il medesimo mese dell’anno precedente, l’incremento è stato di quasi nove punti e mezzo. Con un andamento divergente fra i due segmenti di mercato: più 13,3% il traffico internazionale, meno 12,2% quello nazionale. Le rotte più trafficate? Prima posizione per Parigi ed è una conferma, seguita da Londra, Barcellona, Madrid e Amsterdam. A fine marzo, dopo aver superato oi risultati dello scorso anno in tutti e tre i mesi, lo scalo fiorentino ha già oltrepassato la soglia dei 700mila passeggeri per un incremento del 7,4% sul 2025.
L’allarme di Bruxelles: rischio razionamento
Su questi risultati che inanellano una lunga sequenza di dati in crescita c’è l’ombra del pessimismo che relativamente ai contraccolpi della guerra in Medio Oriente: del resto, secondo le stime dell’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (Iata), «il 25-30% della domanda europea di carburante per aerei» proviene dall’area del Golfo Persico. Le riporta “T24”, testata economica online della galassia confindustriale, in tandem con le parole dell’euro-commissario all’energia, Dan Jorgensen, in una intervista al “Financial Times”. Spiega che «l’Unione europea sta valutando “tutte le possibilità” per affrontare la crisi energetica causata dalla guerra, compreso il razionamento del carburante». Con una sottolineatura: «per alcuni prodotti “critici”, come il carburante per aerei o il gasolio per autotrazione, “le cose potrebbero peggiorare nelle prossime settimane”».











