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AGRICOLTURA

Le “nostre” eccellenze nella grande vetrina del Vinitaly con “Casa Toscana”

Il vino è un settore di punta nell’identità da presentare agli occhi del mondo

L’inaugurazione di Casa Toscana al Vinitaly

VERONA. La Toscana è talmente importante nella geografia del vino che gli intenditori si sono perfino inventati una categoria per definire una tipologia di prodotti di alta gamma ma un po’ “eretici” rispetto alla tradizione standard: i “Supertuscan”. In realtà, c’è anche molto altro. Ma vale la pena di ricordare il fotogramma che al ritorno da un viaggio negli Usa venne spiegato al cronista dall’allora presidente della Provincia di Livorno, Claudio Frontera, di ritorno da un viaggio negli Stati Uniti. Il palcoscenico è quello di un incontro con il mondo di qualche angolo degli States, ben prima che alla ribalta si affacciassero Trump e anche Obama: Frontera parla di Livorno, del suo porto, delle sue industrie eccetera e avverte che gli prestano una attenzione cortese ma nulla più. Finché dedica un accenno all’agricoltura e a vini tipo Sassicaia, Ornellaia e dintorni: ecco che di colpo la platea cambia il registro dell’ascolto e si fa attentissima, gli chiede cose, si complimenta. Del resto, non è forse vero che grazie all’azienda aerospaziale Kayser l’ingegner Valfredo Zolesi riuscì a mandare in orbita sulla Stazione spaziale internazionale un campione di vitigno del Sassicaia?

Queste non sono che alcune delle centinaia e centinaia di storie che stanno dietro la Toscana in missione al “Vinitaly” per promuovere le sue eccellenze: fino a mercoledì 15 aprile è di scena alla Fiera di Verona la rassegna enologica dove la Toscana, quest’anno per la prima volta, è presente con un proprio stand istituzionale: “Casa Toscana”. Presenti il “governatore” Eugenio Giani e l’assessore Leonardo Marras.

In occasione di questa iniziativa è stato sottolineato che la Regione Toscana ha fatto «un passo decisivo verso la modernizzazione del settore vitivinicolo»: è decollato – è stato annunciato – «il riversamento completo dello schedario viticolo regionale nel Sistema Informativo Agricolo Nazionale, che assumerà come riferimento definitivo il patrimonio informativo costruito in Toscana».

A ciò si aggiunga che l’Accademia della Fiorentina e Toscana Promozione Turistica hanno messo nero su bianco un patto che rientra sotto le insegne del progetto “Vetrina Toscana”. Scopo: rafforzare la difesa della “bistecca alla fiorentina”, considerato «uno dei piatti più amati e riconoscibili d’Italia». Figura ufficialmente fra i prodotti agroalimentari tradizionali italiani, adesso la “fiorentina” punta a essere riconosciuta a livello europeo come specialità tradizionale garantita in quanto è ualcosa di più di un semplice prodotto, semmai «un simbolo dell’identità toscana che va tutelato e valorizzato, oltreché un veicolo di promozione».

Al Vinitaly si terranno le masterclass di “Vetrina Toscana Vinitaly Experience”: stiamo parlando di degustazioni guidate completate da abbinamenti gastronomici con prodotti tipici e piatti della tradizione in collaborazione con l’Unione Regionale Cuochi Toscani. In questo caso l’intenzione dei promotori è quella di far scoprire la “Toscana diffusa”. Le masterclass sono organizzate da Toscana Promozione Turistica e Regione Toscana, le cura il giornalista Leonardo Romanelli; un ciclo di esse sarà dedicato ai territori vitivinicoli meno conosciuti della regione.

Queste le parole del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani: «Siamo qui non per offrire ai visitatori una semplice vetrina della nostra produzione, ma per evidenziare come da noi il vino è storia, cultura, tradizione, territorio. Senza dimenticare, sia chiaro, che siamo una vera e propria eccellenza per la quale siamo conosciuti, e a buon diritto, in Italia e nel mondo. Noi siamo una delle terre più note, apprezzate e visitate al mondo: siamo il mare, la montagna, la campagna, le terme, la geotermia, ma siamo anche il vino, che distilliamo dalle nostre viti e da terreni che profumano di natura e di lavoro dell’uomo, di arte e sapienza millenari. È per questo e altro ancora che siamo qui a Verona, orgogliosi di esserci e determinati ad affermare questa peculiarità di cui andiamo fieri».

Ecco invece su cosa ha messo l’accento l’assessore Leonardo Marras, a partire dalla rilevanza che questo settore ha nella “torta” del Pil regionale (e nel ruolo che le aziende, «le grandi come pure le piccole», giocano in Toscana).  «Con “Casa Toscana”, che è la novità Vinitaly 2026, abbiamo voluto suggerire un approccio nuovo, ancora più legato al territorio di quanto non lo fosse già il vino come prodotto agricolo. Attraverso una forte integrazione con le politiche di attrazione turistica del cosiddetto “pacchetto vino”, che parlerà in modo particolare di enotursimo, contribuiremo a sostenere il comparto vitivinicolo che nel mondo sta subendo forti tentennamenti. In Toscana, per fortuna, la situazione è migliore della media generale ed il nostro vino ad essere la locomotiva che traina il settore a livello nazionale, ma è indubbio che dobbiamo continuare a lavorare per rafforzare ancora di più gli elementi di competitività che lo tengono in alto».

Pubblicato il
14 Aprile 2026

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