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LA POLEMICA

«La nomina di Danieli prova il fallimento della classe dirigente di sinistra»

Il senatore leghista livornese Potenti ironizza: ma cosa avete da esultare?

Manfredi Potenti senatore della Lega

LIVORNO. Il senatore leghista Manfredi Potenti forse non userà questa metafora calcistica ma è convinto che, nel match fra ministero e presidente dell’Authority, chi ha fatto gol sia il primo. Tre gol: la nomina del prefetto; l’insediamento dei revisori; l’invio di Danieli come segretario generale.

Macché flop di chi stava in trincea dalla parte di Mancini e poi non l’ha visto nominare proprio dai suoi. Al contrario, Potenti ribalta le accuse di flop sugli avversari: «Le espressioni di giubilo di alcune figure della politica locale hanno glorificato un vincitore della partita per tentare di nascondere il totale fallimento nella missione di costruire un gestionale di livello che potesse riscattare la scarna storia amministrativa che la sinistra ha reiterato senza interruzioni su questo territorio». E annuncia: «Alla luce di questa già grave contabilità, ben più ampia portata avranno sulla Authority livornese, le indagini ispettive e le conclusioni della Corte dei Conti».

SEGRETARIO STORY/1: qui  il link all’articolo della Gazzetta Marittima in cui si dà conto delle reazioni politiche del sindaco di Livorno e di due dirigenti della Lega dopo la nomina di Danieli

SEGRETARIO STORY/2: qui  il link all’articolo della Gazzetta Marittima in cui si rendeva noto che Pierpaolo Danieli è stato ufficialmente nominato segretario generale dell’Authority livonrnese

SEGRETARIO STORY/3: qui  il link all’articolo della Gazzetta Marittima in cui si anticipava il nome di Danieli come quello in position per la nomina a Palazzo Rosciano

Nel mirino del parlamentare livornese del centrodestra finisce la qualità della classe dirigente della sinistra: la dimensione di investimenti come Darsena Europa – afferma – «si è scontrata con una evidente carenza di capitale umano in grado di gestire la complessità finanziaria e amministrativa di tali opere e quindi, rischiando di compromettere, a volte per personalismi, favoritismi economici ed esigenza di visibilità politica, l’adeguamento della infrastrutturazione del porto di Livorno». Colpa della cultura di governo della sinistra che «non ha cresciuto esperienze umane tecnicamente all’altezza»: del resto, – accusa – è stato nominato al vertice dell’Authority livornese un presidente «estraneo al territorio».

Potenti ammette che la nomina nasce dal «concerto tra governo e Regione Toscana» ma è quest’ ultima ad aver sbagliato in termini di «autorevolezza e legame col territorio». La conseguenza? Una «necessità di sovraesposizione del presidente Giani, intervenuto personalmente sulle vicende portuali livornesi, anche esautorando il suo stesso assessore competente e confondendo strategie infrastrutturali con attivitá propagandistiche e svolgendo improvvisate comunicazioni sulle scelte di allocazione di risorse regionali, forse del tutto inesistenti».

Ma riprendiamo il filo del discorso. Il primo round è stato quello del prefetto-commissario: per Potenti il governo «è stato costretto ad intervenire» con la nomina del prefetto e l’ha fatto – rincara – per «impedire che atteggiamenti clientelari e le insufficienti predisposizioni all’economia di base compromettessero strategie prioritarie del Paese».

Inutile dire che finisce sotto accusa anche l’atteggiamento nel match sul segretario generale. Dito puntato contro resistenza rispetto ad «una opportunità di alto profilo del territorio», esplicito è il riferimento all’ex deputato leghista e ex dirigente lnail Gianmarco Mancini: questo ha determinato «prima uno stallo poi la scelta di una figura strettamente legata al gabinetto del dicastero del vicepremier e ministro Matteo Salvini».

Terzo aspetto: il collegio dei revisori. Il senatore del Carroccio segnala che è «un organo di controllo fondamentale, composto oltre che da membri effettivi da quelli supplenti, nominati con decreto del ministero delle infrastrutture che vigilano sulla regolarità amministrativa». Grazie al «lavoro di screening economico amministrativo del rinnovato organo contabile» saranno garantite all’istituzione portuale labronica le «opportune condizioni di trasparenza, indispensabili per accompagnare gli attesi investimenti utili alla crescita economica di tutto il territorio».

Pubblicato il
30 Aprile 2026

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