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L’ACQUISTO DI ESSECO

«Ineos Inovyn, la Regione Toscana tenga gli occhi ben aperti»

Il consigliere Franchi: occorre dare la priorità al piano industriale

L’interno dello stabilimento Ineos Inovyn a Rosignano

ROSIGNANO. Tenere gli occhi delle istituzioni ben aperti sulla situazione dello stabilimento Ineos Inovyn di Rosignano Solvay dopo il passaggio a Esseco. È quel che si prefigge Alessandro Franchi, consigliere regionale del Partito Democratico, che in qualità di uditore ha preso parte al nuovo tavolo istituzionale che si è tenuto presso la Presidenza della Regione Toscana per fare il punto sulla situazione della Ineos di Rosignano Solvay.

​Valerio Fabiani, consigliere del “governatore” Giani per le crisi aziendali, ha guidato l’incontro puntando ad  affrontare i nodi cruciali del comparto chimico, con particolare attenzione alla recente notizia del passaggio di proprietà dello stabilimento Ineos Inovyn al gruppo novarese Esseco.

«Ho partecipato a questo tavolo come uditore per ribadire il continuo impegno della Regione nel monitorare la situazione di Rosignano», queste le parole di Alessandro Franchi. «Siamo di fronte a un passaggio di proprietà delicato e strategico. È fondamentale che, non appena le condizioni lo permetteranno, la nuova azienda venga convocata al tavolo regionale».

A giudizio di Franchi, l’obiettivo del prossimo confronto sarà duplice:

  • da un lato, verifica degli investimenti: accertarsi cioè che i progetti di sviluppo già avviati con il supporto di Regione, ministero delle imprese e del Made in Italy più Invitalia «vengano portati avanti senza interruzioni»;
  • dall’altro, garanzie occupazionali: questo significa «conoscere nel dettaglio il nuovo piano industriale per i prossimi anni, con l’obiettivo imprescindibile di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali per gli oltre 400 dipendenti diretti e per tutto l’indotto».

«È necessario capire come la nuova proprietà intenda integrarsi nel polo produttivo di Rosignano», conclude Franchi. «La Toscana non farà mancare il proprio supporto, ma la nostra priorità resta la tutela dei lavoratori e la solidità di un presidio industriale che è cuore pulsante dell’economia del territorio».

Pubblicato il
8 Maggio 2026

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