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LIVORNO

Il sindaco: vi spiego perché la Darsena Europa non va affidata a pezzetti

Svolta nei rapporti col prefetto-commissario: «In porto sarò al suo fianco»

Porto di Livorno: la Darsena Europa e la Darsena Toscana in una mappa dall’alto

LIVORNO. «Resto assolutamente convinto che la Darsena Europa debba andare a bando nella sua interezza, senza primi e secondi lotti». Non potrebbe essere più netto il sindaco livornese Luca Salvetti nel dire la sua al giornale online fiorentina “T24” appartenente alla galassia confindustriale, in una intervista che tocca svariati argomenti ma che qui interessa osservare relativamente al “fronte del porto”. Poche righe, ma con una nettezza senza tanti giri di parole.

Al centro c’è una questione che anima il dibattito sulla espansione a mare del porto di Livorno: bisogna puntare direttamente alla procedura per selezionare l’investitore privato che la completerà ottenendola in concessione o è invece meglio anticipare una sorta di affidamento provvisorio relativo a un primo lotto di piazzali e pensare in seguito all’insieme della maxi-Darsena?

Darsena Europa sopralluogo con Dionisi, Salvini in primo piano ottobre 2025

Le due differenti impostazioni

Da un lato, c’è chi (come il viceministro leghista Edoardo Rixi in una intervista alla testata genovese “Shipping Italy”) ritiene che per accelerare i tempi della redditività di un lavoro tanto ciclopico sia utile che intanto almeno una prima parte di piazzali frutti qualcosa alle casse statali. Dall’altra, c’è chi (come l’ex assessore Maurizio Bettini in un intervento sul “Tirreno”) chiede che, anziché perdere tempo con tappe intermedie per selezionare a chi dare questa concessione momentanea, si faccia il possibile e magari l’impossibile per arrivare nel più breve tempo possibile a individuare l’investitore che realizzerà il terminal contenitori. Anche perché, detto per inciso, come segnalato in una inchiesta della “Gazzetta Marittima” già nella primavera dello scorso anno, c’è da tener conto di tre elementi:

  • l’investitore che deve realizzare il terminal container dovrebbe intervenire con fasci di binari, sottoservizi, cablaggi, gru, impiantistica per buona parte proprio là dove intanto sarebbe stato assegnato – in via anticipata e provvisoria – lo spazio per fare qualcos’altro, pestandosi ovviamente i piedi l’un l’altro
  • chi si vedrà assegnare l’intero lotto della Darsena Europa per crearvi il proprio polo contenitori paga naturalmente il canone non da quando avrà finito l’allestimento del terminal ma fin da subito, cioè dal giorno dopo l’affidamento;
  • anticipare l’assegnazione di un primo lotto potrebbe essere dunque una scorciatoia che anticipa gli introiti dei canoni, ma di quanto? È una equazione con molte incognite ma diciamo che, realisticamente, sulla base delle cifre medie al metro quadro e a una estensione prevedibilmente stimabile, si potrebbe arrivare a ottenere qualche centinaio di migliaia di euro. Cioè attorno allo 0,05% del valore di questa grande opera, e con il pericolo di generare una conflittualità che farebbe la fortuna solo di un battaglione di avvocati e consulenti. A meno che non ci si immagini che la Darsena Europa debba restare così, a metà: con una assegnazione provvisoria come tante cose provvisorie nel nostro Paese, cioè eternizzata.

Invece dell’ennesimo duello, un tentativo di convergere

Vale la pena semmai di chiedersi: visto che in passato il prefetto ora commissario non aveva fatto mistero di giudicare positivamente l’idea di questa sorta di affidamento a “tappe” con  un primo lotto anticipatore (e dato che Salvetti è andato pubblicamente più volte in rotta di collisione con Dionisi), l’intervista al direttore Cristiano Meoni è solo l’occasione per rinfocolare il duello polemico fra sindaco e prefetto? In realtà, si direbbe di no. A cominciare da un fatto chiaro: già in una video-intervista al “Messaggero marittimo” il prefetto-commissario aveva ribadito le ragioni di chi pensa di affidare subito un primo lotto ma l’aveva fatto mostrando crescente consapevolezza del fatto che questa scelta ha aspetti critici che giocano contro.

La novità è che anche dalla sponda del sindaco si mostra l’intenzione di sotterrare l’ascia di guerra. Elemento uno: nega attriti di tipo personale. Elemento due: ricorda che, a suo giudizio, era semplicemente  più opportuno che la struttura commissariale restasse in mano a chi guida l’Authority. Ma soprattutto adesso sgombra dal tavolo eventuali rancori perché «bisogna essere pragmatici»: siccome la scelta del governo (che definisce legittima) «c’è stata» –  puntualizza – ecco che «saremo a fianco del commissario perché faccia quello che deve fare nel minor tempo possibile».

Sia chiaro, non immaginatevi che sia tutto rose e fiori, dunque, fra Palazzo Civico (Comune) e Palazzo del Governo (prefettura) pensando a Palazzo Rosciano (Authority e finora anche struttura commissariale). Mancano i progetti per l’altra metà della Darsena Europa, quella dei collegamenti lato terra fra strade e ferrovie? Salvetti: «È emerso nella “cabina di regia” convocata dal prefetto ormai sei mesi fa e in quell’occasione Dionisi disse che ci avrebbe pensato lui. Sono passati sei mesi e ora lo ribadisce: “mancano i progetti, ci penso io”. Abbiamo perso sei mesi? Non lo so».

«Se il prefetto-commissario fa un bel lavoro di rassicurazione…»

Ma quel che ne consegue nella reazione del sindaco è differente rispetto a quanto sarebbe accaduto anche solo poco tempo fa: invece di buttare benzina sulla polemica, segnala il rischio che ulteriori ritardi possano raffreddare l’attenzione degli investitori, però – e qui sta un altro cambio di tono – aggiunge «anche la consapevolezza che, se il commissario fa un bel lavoro di rassicurazione corredato da avanzamenti dell’iter concreti, gli investitori saranno pronti a costruire la loro proposta complessiva».

Resta il fatto che c’è comunque una pietra miliare: «Prima il dubbio era “se” farla e “come” farla, adesso la Darsena Europa è in corso di realizzazione e indietro non si torna».  Aggiungendo poi: «Il punto centrale è trovare il percorso giusto per dare riscontro all’interesse dei grandi gruppi mondiali a investire a Livorno. La priorità è la realizzazione veloce della seconda vasca di colmata e dei collegamenti a terra».

Pubblicato il
20 Maggio 2026

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