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L'AFFARE

Nova Marine sbarca a Livorno e rileva una quota (25%) del Tco

Dopo Msc, anche un altro gigante elvetico punta sulle banchine labroniche

L’armatore Vincenzo Romeo

ROMA. L’annuncio è arrivato dal palco del meeting annuale di Assarmatori in agenda a Roma, davanti a più di mezzo migliaio di addetti ai lavori al Grand Hotel Parco dei Principi: investe in un terminal del porto di Livorno l’armatore svizzero-napoletano Nova Marine Carriers, la compagnia che ha il quartier generale a Lugano e le origini nel golfo di Napoli, ed è l’alleanza fra la famiglia armatoriale Romeo e il colosso degli acciai Duferco.

È una carta d’identità con “targa” svizzera che ha però ascendenze napoletane e ricorda da vicino un gigante ancor più gigante che ha già investito su Livorno: Msc, che però ha il campo base a Ginevra anziché a Lugano, e le radici del fondatore all’altro capo dell’area metropolitana partenopea. Del resto, storicamente la comunità imprenditoriale elvetica ha una tradizione plurisecolare di presenza all’interno delle “nazioni” che hanno composto il puzzle multietnico della città delle “livornine” che nion ha mai avuto un ghetto e ha aperto le braccia alle più diverse provenienze.

Il giornale online “Shipping Italy, nel darne la notizia, sottolinea che il numero uno della società, Vincenzo Romeo, ha motivato così la decisione: la compagnia ha rilevanti attività sul versante adriatico (Ravenna) ed era alla ricerca di «uno sbocco nel Tirreno per i nostri clienti che cercavano un’alternativa portuale». L’acquisizione – viene sottolineato – è avvenuta tramite la controllata Sider Navi che ha rilevato la quota di Maffei Sarda Silicati: «Il socio di maggioranza (al 55%) rimane Terminal Rinfusi Mediterraneo srl mentre il terzo azionista è Cis Spa (Roberto Alberti)».

Terminal Calata Orlando è al lavoro su una banchina di 450 metri che dispone di tre accosti con fondali che arrivano a 7,5 o a 9 metri di profondità. Alle spalle c’è un piazzale di 32mila metri quadri, compreso un magazzino doganale di temporanea custodia, un magazzino coperto di circa 2mila metri quadri in grado di ospitare 8mila tonnellate di merce alla rinfusa. Si occupa principalmente di merci, spesso materiale prima per le industrie del territorio, come  sabbie e argille, fertilizzanti e carbone, bentonite e biomasse…

Al lavoro sulle banchine del Terminal Calata Orlando

Secondo quanto riferisce il “Corriere marittimo”, parlando a margine dell’evento romano, Vincenzo Romeo ha ricordato che è una sorta di ritorno alle origini: l’avventura imprenditoriale del padre era nata con «una piccola nave» quasi mezzo secolo fa e ora Nova Marine Carriers ne ha più di un centinaio nella propria flotta. L’armatore segnala che nel periodo più recente la bussola strategica dell’azienda si è orientata, da un lato, in direzione di un allargamento del ventaglio delle dimensioni e delle tipologie delle navi e, dall’altro, verso un ampliamento dei segmenti della catena logistica in cui investire: cioè anche terminal, spedizioni doganali e agenzie marittime, realtà del trasporto via fiume. È in questo quadro che va letta la scelta di Livorno, ha detto al giornale di Lucia Nappi.

In una videointervista al “Messaggero marittimo”, l’armatore Romeo ha sottolineato i legami anche personali che lui e la sua compagnia, «che consideriamo il Tirreno il nostro mare», hanno con Livorno («sono stati ben accolto e mi sento a casa»). Da un lato: «Sono diventato socio della famiglia Laviosa, il cavalier Giovanni lo conosco da tanti anni e finalmente facciamo qualcosa insieme». Dall’altro: «Ho un ottimo rapporto con Corrado Neri, quest’anno entrato nel board di Assarmatori».

Pubblicato il
17 Giugno 2026
di GIULIANO DONATI

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