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IL CASO

I primi sei laureati nella “filiale” dell’Università di Pisa in Uzbekistan

È la prima volta per un ateneo italiano con sede estera riconosciuta dal ministero

Foto di gruppo per i laureati della sede dell’Università di Pisa in Uzbekistan

PISA. In realtà, questa notizia dovrebbe esser datata Tashkent perché è lì, nella capitale dell’Uzbekistan, che i primi sei studenti del corso di studio triennale in Geology hanno conseguito la laurea. Ma Pisa è distante 5mila chilometri: cosa c’entra? C’entra eccome: in questa che è la metropoli più grande dell’Asia centrale – grande quasi quanto Roma e Milano messe insieme l’Università di Pisa ha una propria sede staccata.

Dal quartier generale dell’ateneo pisano si mette l’accento sul fatto che si tratta di un evento straordianrio: sono «i primi laureati di un’università italiana con una sede all’estero riconosciuta dal ministero dell’università e della ricerca» ed è un «traguardo di grande rilievo per l’Università di Pisa e per il Dipartimento di Scienze della Terra».

Questi i nomi dei sei laureati: Aleksandr Khaldeev, Mukhlisakhon Tolliboeva, Saydalieva Solihakhon, Tertyshnikov Vladislav, Sultonov Aminjon e Murodov Khusen. Secondo quanto viene riferito, hanno discusso le loro tesi di laurea sperimentali davanti alla commissione di laurea dell’Università di Pisa, dimostrando «l’elevato livello di preparazione e le competenze acquisite nel corso del percorso formativo». Il corso di studio prevede – è stato messo in luce – quattro anni di formazione, includendo un anno propedeutico che «consente di colmare la differenza tra il sistema scolastico preuniversitario uzbeko e quello italiano».

Alla sessione di laurea – viene fatto rilevare – hanno partecipato a distanza il rettore Riccardo Zucchi e il prorettore per la cooperazione e le relazioni internazionali Giovanni Federico Gronchi. A Tashkent erano presenti il presidente del corso di studio, professor Adriano Ribolini, il rettore della University of Geological Sciences (Ugs) Azam Kadirkhodjaev e, come ospiti d’onore, l’ambasciatore d’Italia in Uzbekistan Guido De Sanctis e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, in visita istituzionale nel paese centroasiatico.

L’attenzione alle risorse del sottosuolo è in territorio uzbeko estremamente elevata: si tratta di un Paese che ha grandissime potenzialità in questo campo. E’ al tempo stesso uno dei 20 Paesi del globo con il più basso tasso di democrazia secondo il Democracy Index dell’Economist ed è l’economia che cresce di più in quella fascia del continente asiatico (oltre sei punti percentuali all’anno, roba da fantascienza se paragonata agli standard europei): a fare da locomotiva è proprio l’industria di estrazione delle materie prime, a cominciare dall’oro (fra i primi Paesi al mondo per produzione) ma anche petrolio, gas naturale, carbone e uranio.

Stretta di mano a Tashkent tra il presidente della Regione Toscana Giani e il presidente uzbeko Mirziyoyev

Merita dire qualcosa di più sul faccia a faccia istituzionale che il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha avuto, nel Palazzo presidenziale della capitale Tashkent, con il presidente della Repubblica uzbeka Shavkat Mirziyoyev. Sotto i riflettori, secondo quanto riferito da fonti regionali, «l’ulteriore sviluppo del partenariato strategico uzbeko-italiano, principalmente nei settori commerciale, economico, degli investimenti e culturale-umanitario».

Viene sottolineato che gli scambi commerciali «sono aumentati del 25% dall’inizio dell’anno». Numerosi i progetti che in Uzbekistan – è stato sottolineato – coinvolgono «importanti aziende italiane nei settori della metallurgia, dell’energia, dell’agricoltura, dell’industria chimica e in altri ambiti».

Da Firenze viene messo in risalto che da parte uzbeka è stato  rilevato «un notevole potenziale per l’ampliamento della cooperazione con la Regione Toscana nei settori tessile, della pelletteria, alimentare e della gioielleria, nonché nell’edilizia, nell’istruzione, nella cultura e nel turismo». E’ da segnalare l’accordo di cooperazione tra la Toscana e la Regione di Bukhara firmato dai presidenti Giani e Zaripov. Secondo quanto riferito, le parti si sono date «una tabella di marcia comune per l’attuazione di nuovi progetti e iniziative volti ad ampliare la cooperazione tra la Toscana e le regioni dell’Uzbekistan».

Pubblicato il
18 Luglio 2026

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