I metalmeccanici Cgil incrociano le braccia contro il caro carburante
Livorno, martedì 28 sciopero generale provinciale di 2 ore per dire altolà ai salassi

Massimo Braccini, leader sindacale dei metalmeccanici Cgil a Livorno
LIVORNO. Lotta al caro carburante perché falcidia i bilanci familiari dei lavoratori ma anche «misure concrete a tutela del potere di acquisto di salari e pensioni»: sono queste le ragioni che il sindacato dei metalmeccanici Cgil, la Fiom, indica a Livorno alla base dello sciopero generale a livello provinciale di 2 ore per i metalmeccanici del settore industria in agenda per martedì 28 luglio. Occhi puntati sulla denuncia dell’immobilità del governo, sull’esigenza di difesa dei salari e sulla battaglia per fermare le speculazioni.
In particolare, la Fiom livornese indica alcuni aspetti-chiave:
- taglio immediato delle accise e ripristino del meccanismo dell’accisa mobile,
- abbattimento dell’Iva sui carburanti (dal 22% al 10% o 4%),
- blocco delle speculazioni e tassazione vera degli extra-profitti energetici.
Il sindacato ricorda che i lavoratori hanno fatto «sacrifici, scioperi e vertenze impegnative per conquistare rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro con aumenti salariali». Solo che adesso quei risultati sono «completamente vanificati da un’inflazione incontrollata e da un aumento generalizzato del costo della vita».
Proclamando lo sciopero, il sindacato sottolinea che a pagare il prezzo sono i lavoratori perché «i salari reali crollano: quel che abbiamo conquistato ai tavoli contrattuali – si afferma – viene bruciato ogni giorno alla pompa di benzina e tra le corsie dei supermercati».

Stazione di servizio: rifornimento di carburante per un’auto
Nel mirino sono anche (e forse soprattutto) i prezzi dei carburanti, «schizzati a livelli insostenibili». Viene segnalato che sulle autostrade toscane il prezzo medio del gasolio vola oltre i 2,20 euro al litro mentre la benzina ha varcato la soglia dei due euro (2,048), invece sulla rete stradale ordinaria il gasolio è mediamente sopra 2,13 euro al litro in modalità self e la benzina a 1,96
Di fronte a questo salasso, il governo («che in campagna elettorale aveva promesso l’abolizione e il taglio delle accise») resta «immobile» e intanto l’Erario incassa. Anzi, tra accise fisse e Iva al 22% («applicata persino sulle accise stesse, una vera e propria tassa sulla tassa»), lo Stato arrivare a incassare «cifre record grazie all’aumento dei prezzi dei carburanti».
A banchettare non sono solo le casse statali: le famiglie dei lavoratori sono salassate, invece «le grandi compagnie petrolifere registrano extra-profitti da capogiro e i comuni incassano decine di milioni con gli autovelox (oltre 57 milioni solo in Toscana)».











