Nuovo identikit di agricoltura e turismo per la Lunigiana che cambia
Meno abitanti e meno imprese, ma non c’è soltanto declino

La pieve di Sorano a Filattiera
FILATTIERA (Massa Carrara). Cala la popolazione: è sparito un abitante su 16 (meno 6,2% nell’ultimo decennio). E soprattutto invecchia: ormai gli anziani sono più del triplo dei giovani, visti che l’indice di vecchiaia è «salito a 335 anziani ogni cento giovani). Calano ancor di più le imprese: dal 2019 a oggi sono il 9% in meno, grossomodo una su undici non c’è più. Con «l’età media dei titolari che supera i 53 anni e le aziende giovanili al 7,4%».
Il report Lunigiana curato dall’Istituto Studi e Ricerche (Isr) in collaborazione con la Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest potrebbe suonare come l’identikit del declino d’uno spicchio di Toscana che vale 51mila persone e 4.875 imprese. Con l’assistenza sociale e la “silver economy” che «garantiscono un presidio strutturato a supporto della comunità locale» e sostanzialmente tengono in piedi la baracca: quasi 12mila addetti in tutto, poco più di 5mila nel terziario, 2.400 nel commercio, meno di 1.800 nell’industria e appena più di mezzo migliaio nell’agricoltura.

Tabella relativa alla presenza degli stranieri tratta dal report Lunigiana di Isr
In realtà, le cose sono un po’ meno schematiche di così: a cominciare dal fatto che la componente straniera è cresciuta di oltre 24 punti percentuali in sei anni, ora rappresenta il 10% sulla popolazione totale e il 15,4% nella fascia del futuro, quella da 15 a 29 anni. Senza contare che «le imprese a guida estera sono 729 (più 39% nel turismo), mentre i lavoratori dipendenti stranieri (più 31%) coprono oltre un terzo degli addetti dell’edilizia». È (anche) quest’apporto a «sostenere la tenuta socio-economica lunigianese».

Tabella relativa al mercato immobiliare tratta dal report Lunigiana di Isr
Le infrastrutture evidenziano un quadro contrastato, dice l’indagine: il traffico autostradale dai caselli di Aulla e Pontremoli registra «livelli record», il territorio invece paga il prezzo della perdita del 15% degli sportelli bancari (ne sono rimasti 23) e ritardi nella fibra “Ftth”, cioè quella che raggiunge ciascun domicilio («prevista al 72% nel 2026»). Particolarmente dinamico risulta il mercato immobiliare: più 64% per le case, più 70% nel non-residenziale. Ma è indice di sviluppo con un pressing dall’esterno sulla richiesta di case o, al contrario, c’è chi deve smobilizzare il patrimonio familiare per salvarsi dai debiti? Fatto sta che i canoni di locazione sono «in crescita del 15%». Li spingono gli affitti brevi che, come viene sottolineato, «generano 11,3 milioni di euro di ricavi».

Tabella relativa al mercato turistico tratta dal report Lunigiana di Isr
Nella Lunigiana che si trasforma bisogna dare una occhiata a come si sta consolidando l’agricoltura: le micro-imprese «scendono dal 64% al 45%», invece le aziende biologiche «crescono del 30%» e ormai rappresentano «il 21% della superficie agricola» integrandosi con successo nell’offerta agrituristica. Quanto al turismo: oltre 109mila presenze, aumenta del 13% la componente internazionale. Quanto basta per far dire ai ricercatori che per la Lunigiana questa è una fase di «transizione e riposizionamento».
La sfilza di numeri è stata fornita nella presentazione del rapporto: appuntamento al centro didattico “Tiziano Mannoni” di Filattiera con gli interventi, dopo i saluti della sindaca Annalisa Folloni, del presidente della Provincia di Massa-Carrara, Roberto Valettini, e del presidente dell’ente camerale Valter Tamburini. All’Istituto Studi e Ricerche spetta il compito – queste le parole di Sergio Chericoni, presidente dell’istituto – di «fornire metriche rigorose e puntuali affinché amministratori ed enti possano programmare interventi mirati al riposizionamento delle filiere locali e allo sviluppo dei settori in espansione».
Ad approfondire le prospettive territoriali è stata la tavola rotonda “Voci dalla Lunigiana”, introdotta dall’intervento del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Il dibattito, moderato dall’esperto Marco Pinelli, ha visto la partecipazione di Pierangelo Caponi (project manager Dmc Lunigiana), Valentina Gazzoli (amministratrice delegata della A. Gazzoli & Soci srl), Giovanni Guastalli (sindaco di Bagnone), Vittorio Marcelli (vicepresidente del Distretto Rurale della Lunigiana) e Matteo Mastrini (sindaco di Tresana).
Così il commento del presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, Valter Tamburini: «Questi dati ci impongono di lavorare in stretta sinergia istituzionale per trasformare in leve di sviluppo duraturo le potenzialità espresse dai flussi turistici e dalle produzioni agroalimentari. Come ente restiamo a completa disposizione del sistema produttivo per favorire l’innovazione tecnologica, sostenere la transizione ecologica e garantire tutto il supporto necessario a rendere i comuni lunigianesi sempre più attrattivi per i nuovi investimenti».
Ecco la sottolineatura della sindaca di Filattiera, Annalisa Folloni, che ha ringraziato l’Istituto Studi e Ricerche e la Camera di Commercio: «Questo report fotografa con precisione le dinamiche della Lunigiana, evidenziando il ruolo trainante del turismo a sua volta fortemente legato alla Via Francigena. I dati rappresentano una bussola insostituibile per orientare le nostre strategie programmatiche, a partire dal “piano operativo intercomunale”, e per mettere in campo azioni efficaci contro lo spopolamento dei nostri borghi. L’interlocuzione con la Regione Toscana e l’impiego sinergico dei fondi europei ci consentiranno di trasformare queste analisi in progetti concreti di valorizzazione e crescita per tutto il territorio».











