La “notte del Margaret”, una catastrofe evitata in extremis
Presentato il volume edito in collaborazione con la Guardia Costiera

La presentazione del libro edito dalla Guardia Costiera
FORTE DEI MARMI (Lucca). Quella storia di un quasi Natale di vent’anni fa aveva tutti gli ingredienti per trasformarsi in una apocalisse ambientale: una tempesta aveva messo ko una nave cargo georgiana di 90 metri appena fuori dal porto di La Spezia, mandandola a sbattere contro il lato esterno della diga foranea. Con un problema non da poco: oltre 80mila litri di nafta pesante rimasti nei serbatoi e un migliaio di litri di olio combustibile mentre là fuori soffia un vento a 50 nodi che rende tutto così maledettamente complicato. Ma quella che avrebbe potuto diventare una tragedia per un sussulto di impegno e orgoglio si tramuta in una mobilitazione senza precedenti con otto navi anti-inquinamento che se la vedono, da un lato, con la “bomba ecologica” della nave e, dall’altro, con un mare grosso che non accenna a placare la propria furia.
A distanza di vent’anni, a Forte dei Marmi, nello storico “Bagno Piero”, è stato presentato il libro “La notte della Margaret”: l’ha firmato Giampiero Cazzato ed è l’ultimo volume della collana editoriale “Storie di Mare” curata dal comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, in collaborazione con edizioni “All Around”.
L’incontro è stato moderato dal giornalista Corrado Ricci e ha visto la presenza del comandante generale della Guardia Costiera, ammiraglio ispettore Capo Sergio Liardo. Hanno partecipato all’evento alcuni fra i protagonisti di quel complicato e avventuroso intervento di soccorso: fra loro, l’allora comandante della Capitaneria di porto di La Spezia, ammiraglio Giovanni Pettorino, che diventerà anni più tardi comandante generale del Corpo. Come nei film di una volta, alla fine arrivano i nostri e il mare viene salvato: tenendo ben presente tutti i contraccolpi ambientali che avrebbero potuto colpire vasti tratti della costa ligure.
Al centro del volume, com’è stato ricordato, c’è una storia drammatica ma anche, per contrastarne gli effetti potenzialmente devastanti, la professionalità e il coraggio di chi ha buttato il cuore oltre l’ostacolo per riuscire a scongiurare la catastrofe annunciata. Quella difficile operazione di salvataggio viene messa in campo dalla Guardia Costiera spezzina schierando motovedette e elicotteri, con l’ausilio dei servizi tecnico nautici si riesce a portare in salvo i 13 membri dell’equipaggio e, in seguito, tiene alta l’attenzione sul pericolo derivante dalla minaccia ambientale con una collaborazione fra differenti situazioni che resterà un esempio in disastri di questo tipo, portando a far convergere sul luogo del naufragio la mobilitazione dei mezzi del ministero dell’ambiente in misura forse mai così eccezionale.











