Visita il sito web
Tempo per la lettura: 4 minuti
MEDITERRANEO CHOC

Militari italiani abbordano due navi della “flotta fantasma” del petrolio russo

Doppio blitz all’inizio e alla fine di agosto al largo di Pantelleria

Il blitz delle forze militari dell’Operazione Ue a bordo della nave accusata di appartenere alla flotta ombra russa

BRUXELLES. «Questa è la sesta nave sospettata di far parte della flotta ombra della Russia che è stata abbordata nel corso delle operazioni di controllo dell’Unione Europea negli ultimi mesi». Lo annuncia con un “cinguettìo” via social Kaja Kallas, una sorta di “ministro degli esteri” della Commissione Ue von der Leyen, ex premier di una delle repubbliche baltiche e in quanto tale particolarmente agguerrita contro le minacce di Mosca. Non c’è solo l’innalzamento delle temperature delle acque per il cambiamento climatico: anche gli sconvolgimenti geopolitici rendono bollente il Mediterraneo a poca distanza dalle coste della Sicilia.

Il post di Kaja Kallas alto rappresentante della Ue per la politica estera

Kallas indica che «la petroliera Sun, sospettata di navigare sotto falsa bandiera in violazione del diritto marittimo internazionale, è stata abbordata il 30 agosto nel Mediterraneo dalle forze dell’Operazione @Eunavfor_Med Irini per la verifica della bandiera». Secondo quanto riporta il giornale online americano “Sea Maritime News”, le forze del pattugliatore polivalente d’altura della Marina militare italiana “Paolo Thaon di Revel” sono state notate «salire a bordo della nave da elicotteri e con lanci per poter effettuare l’ispezione».

La testata statunitense con quartier generale in Florida riporta che attualmente la petroliera è nel registro navale del Camerun, in precedenza poco tempo prima era in lista come battente bandiera di Timor Est e del Benin. Ha una portata lorda di quasi 160mila tonnellate.

Sistemi di tracciamento aperti come Marine Traffic la indicano in navigazione alle 16 ora italiana di martedì 1 settembre nel Mediterraneo una sessantina di miglia a nord di Algeri: con una provenienza dichiarata dal porto russo di Novorossiysk (partenza il 4 luglio) e destinazione ufficiale lo scalo danese di Skagen (l’11 settembre). La stima di Itamilradar, progetto di “Osint” (intelligence sulla base di fonti “aperte”), indica come possibile luogo dell’operazione di “abbordaggio” il triangolo di mare fra le coste siciliane di Agrigento, l’isola di Malta e il litorale tunisino di Kelibia: insomma, in buona sostanza al largo di Pantelleria. Cioè dalle parti di una analoga operazione compiuta dalla stessa unità della Marina militare italiana intercettando – a ovest di Pantelleria – una nave accusata di far parte della “flotta fantasma” russa: secondo quanto riportato da “Euronews”, «partita dal porto di Cotonou, in Benin, e diretta a Istanbul, come precisato da ministero della difesa italiano».

Non dimentichiamo poi che è grossomodo in questo riquadro di mare che nel marzo scorso la “Arctic Metagaz”, altra nave accusata di far parte della “flotta fantasma” filo-russa è stata centrata probabilmente da droni navali ucraini che l’hanno messa fuori uso e la nave con il suo carico e il suo carburante è andata alla deriva per mesi e mesi. “Blueconomy” (Secolo XIX) riportava a fine luglio che era fallito l’ennesimo tentativo di agganciare il relitto al largo delle coste libiche, fonti in attesa di riscontro segnalerebbero che nei giorni scorsi la carcassa è stata finalmente rimorchiata e ora è tenuta nel mare davanti a Bengasi.  Della serie: guai a illudersi che la guerra nata dall’aggressione della Russia all’Ucraina sia una bega che sta tutta a più di duemila chilometri da casa nostra…

«Le vendite illegali di petrolio da navi della “flotta ombra” rappresentano linfa vitale per la guerra della Russia in Ucraina: continueremo a interromperle»: queste le parole dell’Alto rappresentante della politica estera Ue affidate all’ex Twitter ora “X”.

Itamilradar segnala che «l’Italia risulta sempre più coinvolta nel contrasto al traffico marittimo»: la prova del nove è il fatto che questo è il bis rispetto all’azione «guidata dall’Italia contro una petroliera sanzionata», a inizio agosto. Per l’Italia – si afferma – è assai importante tenere aperti gli occhi su quanto si muove nel Mediterraneo centrale ed è nella posizione geografica giusta per notare le petroliere che «viaggiano tra i terminali dell’export russo, il Canale di Suez e i mercati del Mediterraneo» usando «alcune fra le direttrici marittime più trafficate della regione».

Dunque, secondo gli analisi di questo progetto di “Osint” l’abbordaggio della “Sun” non va visto come «una semplice ispezione isolata». È anche un indizio per capire che dal limitarsi a tenere accesa la “luce” su questi movimenti – si afferma – si stia passando alla verifica attiva delle navi sospette: rsta da capire con quali sviluppi ulteriori.

Nel frattempo, proprio in queste ore – fino al 2 settembre – i ministri della difesa dell’Unione europea si incontrano in modo informale in Irlanda, poco fuori Dublino, a Druids Glen nella contea di Wicklow (con giornalisti e segreterie fuori dai piedi perché lasciati nella capitale nella zona del castello). Argomento in discussione: manco a dirlo, come fronteggiare la “flotta fantasma” del petrolio russo. Con una sottolineatura extra: proprio l’Irlanda è finita nel mirino del Cremlino per aver collaborato “troppo” alla pressione dell’Ue contro le petroliere filo-russe nel Canale della manica e dintorni. Siccome le petroliere al servizio di Mosca per aggirare le sanzioni ora preferiscono evitare la Manica e aggirano da nord l’Irlanda, le autorità di Dublino si stavano muovendo per dare legittimità giuridica all’estensione dei controlli e da Mosca è arrivato un altolà spiegando che una simile mossa ostile avrà «serie conseguenze».

Pubblicato il
2 Settembre 2026
di BOB CREMONESI

Potrebbe interessarti

Livorno, restituire è dura

Non c’è stato niente da fare: gli aumenti della retribuzione concessi ad alcuni funzionari dell’Authority del mar Tirreno settentrionale dall’allora presidente Luciano Guerrieri vanno restituiti. La Corte dei Conti, che su segnalazione dell’allora segretario...

Leggi ancora

Livorno, il maquillage del vecchio porto

Bisogna ammetterlo: c’è un impegno dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Settentrionale nella ripulitura, insomma di un tanto atteso maquillage, a Livorno all’area del Porto Mediceo, anche quella non impegnata dai grandi lavori...

Leggi ancora

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio