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Con Delrio torna il rebus sulla riforma

Graziano Delrio

ROMA – Morto un Papa se ne fa un altro: e in alcuni casi, molto velocemente. Della serie: l’interim assunto da Matteo Renzi dopo le dimissioni del ministro alle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi, durerà molto meno del previsto. Così almeno le notizie dal governo, dove il premier già oggi o comunque subito dopo Pasqua annuncerà la nomina all’importante dicastero di Graziano Delrio, attuale sottosegretario alla presidenza del consiglio.
La scelta di Delrio, che è stato preferito all’altro esperto (Lotti) impegnato fin dall’inizio anche nella lunga elaborazione delle riforma dei porti, ha un significato importante non solo sul piano politico – un Ds entra al posto di un esponente del Ncd – ma specie sul piano del rafforzamento del potere di Matteo Renzi.
[hidepost]Che piazza così il suo uomo di punta del governo – e il suo più stretto collaboratore – nel cuore dell’intero sistema dei grandi lavori, quindi dei finanziamenti pubblici e delle riforme cui l’Europa guarda di più, quelle collegate ai sistemi logistici. In quel posto tanto strategico quanto di potere, Maurizio Lupi si era mosso con grande impegno ma anche con grande (forse troppa) autonomia rispetto alle direttive di Renzi. E adesso non resta che capire quali priorità l’abbinata Renzi-Delrio attribuiranno alla riforma dei porti rispetto alle altre numerose riforme avviate anche nel panorama della logistica, ma ancora a metà del guado.
A.F.

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Pubblicato il
4 Aprile 2015

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