Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Che jattura se si arriva al commissario …

LIVORNO – Inutile girarci intorno: così com’è, l’”ambo” fornito al ministro Matteoli per la prossima presidenza della Port Authority porterebbe dritto dritto al commissariamento di Livorno. Che diventerebbe l’ennesimo, e tutti per iniziativa di Matteoli.


[hidepost]

Davvero è quanto vuole il ministro livornese? E davvero è questa la strategia che è stata concordata da qualcuno con Roberto Nardi? E chi sarebbe, nel caso, il futuro commissario, visto che da qualche tempo – anche per far fronte ai vari Tar e ai giudizi politici – i commissari sono stati scelti tra gli alti ufficiali delle Capitanerie di porto, possibilmente i comandanti locali? Quindi nessun politico dovrebbe sperare sulla poltrona?

Di “se” e di “ma” sono piene le fosse, come si diceva e si dice del senno del poi. Però è giusto e saggio interrogarsi su dove sta realmente il bandolo della matassa. Perché la tesi che il presidente della Camera di Commercio Nardi si sia prestato a mandare all’aria la facile riconferma di Piccini solo per avere poi – per ricompensa dal ministro Matteoli – la presidenza dell’Authority di Piombino (tra tre anni, quando scadrà Guerrieri) a pensarci bene scricchiola parecchio. Per vari motivi: Nardi è giovane ed ha ancora tre anni di presidenza camerale, ma specialmente non possiede la sfera di cristallo e non sa – come tutti noi – che succederà tra tre anni nella politica locale e nazionale. Inoltre Nardi non è sciocco e sa bene che l’uovo oggi – la sua Camera di Commercio – è meglio della gallina – l’Authority di Piombino – domani; ma con la mossa di entrare in lizza contro Piccini, Nardi s’è messo contro tutte le altre istituzioni del territorio, che possono tendergli cento trappole. A meno che….

A meno che, dice qualche sofista, Nardi non abbia agito anche con la spinta di chi, nella sinistra, ha voluto fare lo sgambetto a Piccini senza assolutamente apparire (per ora). Che Nardi non sia uomo della destra è arcinoto: come è arcinoto peraltro che la sua riconferma alla Camera di Commercio è avvenuta passando sotto antipatiche e mortificanti forche caudine della stessa sinistra. Insomma il quadro è complicato e si presta a mille varianti. Con una sola certezza: se il ministro dovesse scegliere Nardi troverebbe lo sbarramento totale della Regione (o no?). Se dovesse respingere entrambi i nomi dovrebbe però motivare molto bene, le sue tesi salvo ricorsi che non fanno certo piacere a un membro del governo, il “niet” a Piccini.

Certo, si arriverebbe a un’altra “terna” che dovrebbe essere fornita questa volta dal presidente della Regione: e dovrebbe essere una “terna” che non contenga i due nomi già bocciati in prima battuta dal ministro. Il risultato? Il commissariamento sembra il più naturale. Ma chi lo vuole, perché e con quali obiettivi?

Antonio Fulvi

[/hidepost]

Pubblicato il
18 Settembre 2010
Ultima modifica
20 Settembre 2010 - ora: 07:51

Potrebbe interessarti

Livorno, restituire è dura

Non c’è stato niente da fare: gli aumenti della retribuzione concessi ad alcuni funzionari dell’Authority del mar Tirreno settentrionale dall’allora presidente Luciano Guerrieri vanno restituiti. La Corte dei Conti, che su segnalazione dell’allora segretario...

Leggi ancora

Livorno, il maquillage del vecchio porto

Bisogna ammetterlo: c’è un impegno dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Settentrionale nella ripulitura, insomma di un tanto atteso maquillage, a Livorno all’area del Porto Mediceo, anche quella non impegnata dai grandi lavori...

Leggi ancora

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio