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Gioco duro e ora i duri scendono in gioco

PIOMBINO – Difficile affrontare il tema dei collegamenti con l’Elba senza rischiare accuse di partigianeria o peggio. Difficile anche ipotizzare soluzioni al di sopra di ogni sospetto, visti i nuovi assetti che la privatizzazione di Toremar ha aperto. Si scontrano, sul problema, esigenze reali come quella dell’economia elbana di avere il massimo della concorrenza nei trasporti sul canale con il massimo dei servizi al minimo del costo – secondo le leggi del libero mercato – con una disponibilità di accosti (o “slots”) che non è infinita; e che per lunghi anni è stata calibrata sul duopolio di Moby e Toremar.

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L’impressione che le autorità competenti – e dalla sua nascita anche l’Autorità Portuale – abbiano difeso di fatto questo duopolio è diffusa, a torto o a ragione. Poi è arrivata la privatizzazione di Toremar, e il fatto che a vincerla sia stato uno dei “quasi monopolisti” sulla tratta, il gruppo Moby, certo non ha aiutato ad alleggerire i sospetti. A rimettere la palla al centro ci ha pensato l’Antitrust con il diktat sugli “slots” da cedere da parte di Moby-Toremar: e ovviamente le navi gialle di Lota – che da anni chiedono invano di poter entrare nel business dell’Elba – puntano a dare a questo diktat una interpretazione estensiva, ritenendo che il libero mercato debba essere davvero libero, fornendo a chi intende entrare, le possibilità di mettere su servizi che siano insieme efficienti e remunerativi.

Che succederà adesso? Lonmon annuncia, nell’intervista che pubblichiamo in questo stesso numero, la richiesta per la prossima stagione di “slots” estesi, che consentano partenze ogni 2 ore in senso alterno con una nave velocissima. L’Authority di Luciano Guerrieri sembra voler prendere tempo, con le remore che giustifica attraverso una reale carenza di accosti. Il vero problema sembra legato più che altro agli orari: chi avrà le partenze negli orari più richiesti avrà indubbiamente un vantaggio, mentre chi verrà relegato a orari marginali sarà ovviamente penalizzato. Fino a scegliere, al limite, di ritirarsi, il che per l’Elba non sarebbe certo un vantaggio.

Il gioco si fa duro, e come dice la vecchia battuta, è adesso che i duri cominciano a giocare. Sugli esiti, molto dipenderà dall’Autorità Portuale, dal suo senso d’equilibrio e dalla sua capacità di dare risposte che non appaiano di parte. E per adesso, non ci rimane che attendere gli sviluppi: sperando che non si inneschi l’ennesima guerra in banchina. Ce ne sono, di questi tempi, anche troppe.

A.F.

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Pubblicato il
10 Settembre 2011

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