Portuali, medicina amara

La compagnia livornese volta pagina e cerca un rilancio liberandosi dei pesi maggiori – La discussione sui vertici elettivi – Il nuovo assetto della Cilp

LIVORNO – Un’assemblea tesa, quella di lunedì della Cpl (Compagnia Portuali Livorno), con una serie di conclusioni sostanzialmente scontate per rientrare dal pesante “buco” di bilancio: mandato per la vendita di alcuni assets (quote immobiliari dell’autoparco del Faldo, cessione di una parte delle quote del TDT al socio genovese in cambio di anticipazioni già effettuate, possibile vendita – ma i tempi non aiutano – anche dello storico “Palazzo”), taglio pesante e sanguinoso del 30% delle retribuzioni dei contratti integrativi senza toccare la paga base, gestione finanziaria “commissariata” all’esperto di Toscana Fidi Alberto Bruschini, riduzione del consiglio con decentramento ad altri incarichi di almeno due consiglieri (Bocconi al reefer e Marchesini all’Agelp), economie feroci all’interno del palazzo: e l’impegno, più o meno già sottoscritto, di un piano industriale molto articolato entro un paio di mesi, che consenta di ripulire & rilanciare lo storico gruppo livornese.


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