L’amara crisi del mare: nautica e porti alla deriva

Il rappresentante del governo ammette che tassa di possesso e Redditometro sono sbagliati e punitivi, ma rimane nel vago sui correttivi – E sui finanziamenti ai porti, il governo non si smuove dai soli 70 milioni all’anno (briciole secondo Merlo)

GENOVA – L’hanno battezzato, impietosamente, il salone della crisi. E l’inaugurazione della 52ª edizione della più importante rassegna europea della nautica si è svolta all’insegna di due inedite e significative contestazioni: l’Ucina ha rifiutato di presenziare alla cerimonia dell’alzabandiera per protesta contro il governo; ancora più duri gli espositori e gruppetti di loro operai, che hanno accolto il viceministro Mario Ciaccia con urla di “Vergogna” e con cartelli (“State facendo morire la nautica”, “20 mila lavoratori a casa”, eccetera) sotto i quali è dovuto passare il corteo delle autorità in una specie di moderne e amare forche caudine.

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