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Calambrone, luci e ombre sul nodo FS

Nelle foto: i fasci dei nuovi binari e la strettoia sul ponte.

Terminato il raccordo ferroviario con la rete nazionale, rimane il delicato tallone d’Achille del ponte girevole a binario unico – Il punto sui progetti per il tombamento del canale

LIVORNO – La buona notizia è che FS ha completato il collegamento su binari tra i terminal della Darsena Toscana e la rete nazionale, con anticipo rispetto ai tempi programmati, e con l’impegno a inaugurare il sistema dei treni-blocco entro la fine del mese prossimo.
La notizia meno buona, già evidenziata da tempo su queste colonne, è che questa importante opera, per la quale si è spesa – bisogna dargliene atto – anche e specialmente la Regione oltre all’Autorità portuale, rimarrà condizionata dal ponte a binario unico sul braccio dello Scolmatore, che comporterà fatalmente alcune limitazioni al traffico dei treni.

 

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Su questo dettaglio anche in Autorità portuale ci sono almeno due scuole di pensiero.
[hidepost]La prima, sostenuta dallo stesso ex presidente e commissario Giuliano Gallanti, è che malgrado il ponte “limitato” la Darsena Toscana sarà una delle prime strutture portuali italiane ad essere collegata direttamente alla rete nazionale Fs, tanto che saranno possibili treni-blocco di containers con una forte economia per gli operatori. Un must che il governatore della Toscana Enrico Rossi ha già deciso di sfruttare a pieno con una grande inaugurazione del servizio; parallela all’annuncio che proseguono gli impegni per l’altro importante collegamento, quello con l’interporto/retroporto Vespucci attraverso il tanto atteso “scavalco”. Che verrà comunque tra un paio d’anni almeno.

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La seconda scuola di pensiero vede nel ponte girevole un limite assai più preoccupante di quanto Fs e la stessa Regione ammettono. Il fascio multiplo dei binari che si restringe a un solo binario sul ponte è solo uno dei limiti: e almeno nei primi tempi, non dovrebbe condizionare più di tanto i passaggi, perché i convogli-blocco non saranno centinaia al giorno. L’altro più preoccupante limite è nel meccanismo del ponte: che come tutti i meccanismi del genere è delicato, può essere soggetto a rotture (e mancando una direttrice alternativa “imprigionerebbe” treni già in Darsena con ritardi anche di giorni se non peggio) e specialmente è molto lento nell’aprire e chiudere la struttura.

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Sia l’una che l’altra analisi concordano sul fatto che se si arriverà all’auspicata Piattaforma Europa, una delle soluzioni più urgenti e definitive sarà quella di eliminare il suddetto ponte, “tombando” finalmente quel braccio dei Navicelli che sbocca in Darsena Toscana e utilizzando così il sedime per una più moderna viabilità e un fascio di binari adeguato alla potenzialità del nuovo grande porto. La Regione ha “ereditato” dalla ex Provincia anche un progetto di massima che comporta insieme alla “foce armata” al Calambrone (con sbocco a mare dei Navicelli) anche l’abbattimento dell’attuale viadotto per Tirrenia (troppo basso per il passaggio degli scafi da e per la Darsena di Pisa) e la realizzazione al suo fianco di un nuovo viadotto a campata unica, con la parte centrale a ponte levatoio. Una soluzione auspicabile e intelligente, fondamentale per la piattaforma Europa e per la stessa Darsena Toscana: ma che sta scontando ritardi notevoli, forse preoccupanti anche per chi si appresta a concorrere (sperando che ci siano aspiranti) alla piattaforma Europa.
A.F.

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Pubblicato il
26 Novembre 2016

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