Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Il Vespucci, ovvero il più grande retroporto

FIRENZE – La scelta strategica è stata fatta ormai da tempo: l’Interporto Vespucci di Guasticce, alla periferia di Livorno, è ormai inserito nel piano di sviluppo dell’area costiera toscana come retroporto del nuovo sistema portuale di Livorno e Piombino. E non solo sulla carta, con i programmi della Regione Toscana: basta passare sulla superstrada Livorno-Pisa-Firenze per vedere che l’aspetto più caratterizzante del Vespucci sono le pile di contenitori delle più svariate compagnie, uno spettacolo da grande porto asiatico.
Ma non è certo tutto qui.
[hidepost]Chiusa la parentesi della valorizzazione prima di tutto immobiliare, il management del Vespucci, con il presidente Rocco Guido Nastasi e il direttore generale Bino Fulceri, ha puntato e continua a puntare sui servizi alle merci ed alle aziende. E’ stata realizzata in tempi record la stazione della “pesa” dei containers imposta dall’IMO, che funziona bene e rappresenta un buon supporto ai terminal containers del porto di Livorno. E’ in fase di rafforzamento la struttura ferroviaria che una volta realizzato lo “scavalco” (già finanziato e in via di partenza) collegherà direttamente su binario le banchine con il retroporto rendendolo di fatto un tutto unico. Il raccordo ferroviario tra la Darsena Toscana e la rete nazionale RFI ha già ricadute positive sull’intermodalità anche del Vespucci. La recente approvazione del “Ferrobonus” e del “Marebonus” in ambito Ue a sua volta avrà vantaggi per il Vespucci, dove l’intermodalità tra gomma, ferro e nave è uno degli elementi “culturali” caratterizzanti della gestione del centro. E per le aziende che già operano nella struttura – molte delle quali hanno pagato il fio del noviziato quando ancora il Vespucci era un qualcosa alla ricerca della propria identità – le linee guida sono tracciate finalmente con decisione.
C’è anche, nel quadro degli interporti del centro Italia, uno spazio specifico che non ha corrispettivi. Perché il Vespucci è un vero retroporto, come non esistono in altri scali del Tirreno: immediatamente alle spalle del porto, collegato alle banchine per strada e alla rete ferroviaria con le rotaie, ha servizi di tutti i tipi destinati ai Tir che in questo modo possono alleggerire l’impatto con le banchine stesse e hanno tutti i supporti necessari. Gli insediamenti delle imprese confermano che la posizione geografica è strategica: e lo sarà ancora di più quando il complesso ma già avviato piano della Regione Toscana per il rilancio dell’area costiera entrerà in pieno vigore. Vanni Bonadio, presidente di Toscana Logistica – l’azienda regionale toscana che si occupa del comparto – va dicendo da almeno un anno che il Vespucci diventerà il perno centrale di un “sistema” non solo trasportistico di tutta l’Italia centrale, con veloci raccordi non solo con i porti di Livorno, Piombino e in parte Carrara, ma anche e specialmente come “nodo” delle reti TEN-T europee.
Una visione che ha già visto l’Autorità portuale di Livorno entrare nel board del Vespucci e che una volta completato l’assetto definitivo dell’Autorità di sistema portuale Livorno/Piombino sarà certamente rafforzata sul piano sia azionario che operativo, con la prospettiva di un polo della logistica davvero benedetto dalla geografia e dal costante impegno per uscire, finalmente, dall’antica palude che fu all’inizio.

[/hidepost]

Pubblicato il
31 Dicembre 2016

Potrebbe interessarti

Livorno, restituire è dura

Non c’è stato niente da fare: gli aumenti della retribuzione concessi ad alcuni funzionari dell’Authority del mar Tirreno settentrionale dall’allora presidente Luciano Guerrieri vanno restituiti. La Corte dei Conti, che su segnalazione dell’allora segretario...

Leggi ancora

Livorno, il maquillage del vecchio porto

Bisogna ammetterlo: c’è un impegno dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Settentrionale nella ripulitura, insomma di un tanto atteso maquillage, a Livorno all’area del Porto Mediceo, anche quella non impegnata dai grandi lavori...

Leggi ancora

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora

Gaudium Magnum, habemus Danieli (era ora!)

Mi dicono, dai recessi più profondi di Palazzo Rosciano, che finalmente stanno spolverano la poltrona del segretario generale dell’Authority livornese perché lunedì prossimo arriverebbe il nominato comandante Pierpaolo Danieli. Gaudium Magnum, recitano alla nomina...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio