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Interporto Vespucci verso la rifondazione?

FIRENZE – Si stanno definendo tra la Regione Toscana, l’Autorità portuale di sistema del Tirreno settentrionale, il Monte dei Paschi e le istituzioni territoriali locali, i destini dell’Interporto Vespucci di Guasticce. In vista del consiglio direttivo che alla fine di questa settimana dovrà tracciare il programma da presentare all’assemblea.

Per molti aspetti, siamo alla “rifondazione” dell’Interporto, perché l’assemblea – che si terrà probabilmente ai primi di marzo – dovrà definire non solo la rinnovata mission della struttura, finalmente con bilancio in attivo dopo anni di profondo rosso, ma anche la nuova “governance”. L’attuale consiglio è in scadenza e più voci indicano la volontà dei soci di arrivare a un nuovo vertice molto più concentrato rispetto agli otto componenti d’oggi. Anche la quota in mano al settore bancario sarà ridimensionata con l’aumento di capitale che l’Autorità portuale ha già stabilito di varare e che a seconda della entità potrà davvero correggere le recenti impostazioni, tese prima di tutto a incassare risorse, in un piano di potenziamento operativo sia come retroporto del sistema Livorno-Piombino che come Hub ferroviario di tutta l’area logistica costiera.

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Questo dell’hub ferroviario è un obiettivo che ad oggi sembrava essere sottotono nei progetti per il Vespucci; e invece sta prendendo piede con forza nel quadro dell’area logistica costiera, come già evidenziato anche dai recenti interventi del presidente dell’AdSP Stefano Corsini, dello stesso governatore della Toscana Enrico Rossi e di Fercam, che come noto gestisce da tempo i movimenti ferroviari all’interno del Vespucci e che vorrebbe sviluppare il servizio su rotaia verso le reti nazionali del “ferro” in linea con i progetti che la stessa Autorità di sistema e la Regione hanno per la linea cargo verso Firenze, Bologna e i centri del nord Italia Verona e Padova.

Nel ridisegnare le strategie e la “governance” del Vespucci potrebbero giocare un ruolo importante non solo le aziende già istallate nelle aree – e quelle che stanno a breve arrivando – ma anche altri terreni adiacenti che, vista la crescente domanda – potrebbero essere acquistati dal Vespucci per potenziare il proprio sviluppo. Pochi ricordano, per esempio, che la Spil del Comune di Livorno ha un’area di notevole estensione adiacente. un’area oggi sotto-utilizzata che potrebbe non solo contribuire allo sviluppo ma sembrerebbe in posizione ideale per crearvi quel parco ferroviario che proprio oggi manca al Vespucci. E che non può più essere rinviato – dicono gli esperti della logistica – se l’interporto/retroporto/Zes che viene ipotizzata vorrà davvero avere tutti gli strumenti per decollare.

A.F.

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Pubblicato il
21 Febbraio 2018
Ultima modifica
27 Febbraio 2018 - ora: 16:33

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