Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Il punto reale sull’idrogeno

MILANO – L’idrogeno diventerà una commodity largamente diffusa su scala globale entro il 2050 – solo in Europa la domanda di questo combustibile raggiungerà i 60 milioni di tonnellate annue (di cui la metà importate) entro la metà del secolo – ma la situazione non sarà la stessa in tutte le aree del globo. E i tempi non sembrano brevissimi.

Ed è per analizzare le differenze dal punto di vista geografico, ma anche per mettere a fuoco gli ostacoli da superare, che il World Energy Council ha redatto e pubblicato il report ‘Regional insights into low-carbon hydrogen scale up’.

In base ai risultati di questo studio, la futura mappa dell’H2 sarà caratterizzata dai due principali mercati energetici potenzialmente autonomi dal punto di vista e dell’idrogeno, ovvero USA e Cina, da due grandi hub di importazioni centrati intorno all’area Nord Europea e quella tra Corea e Giappone, da alcuni Paesi export-oriented come Australia, Canada, Russia (tramite utilizzo di risorse fossili e tecnologie CCUS) e da aree con un medio potenziale di esportazione come Africa e America Latina.

Per un completo sviluppo della filiera idrogeno – scrive l’organizzazione nella nota di commento al dossier – dovranno tuttavia essere superate le barriere allo sviluppo che oggi ancora permangono: la crescita del commercio internazionale di idrogeno, secondo il WEC, genererà infatti problematiche di trasporto e stoccaggi lungo la sua catena di produzione. Molti progetti, inoltre, risultano ancora difficilmente finanziabili. A questo si aggiungono preoccupazioni riguardo i costi di produzione e consumo finale, la necessità di schemi di certificazione e una regolamentazione condivisa per quanto riguarda gli standard ambientali.

Mettendo a fuoco le prospettive di sviluppo del vettore, lo studio ricorda che il prezzo finale dell’idrogeno low-carbon (verde e blu) scenderà dagli attuali 8 dollari a Kg (il riferimento, evidentemente, è alla variante green) fino a 3 dollari a Kg entro il 2050, prendendo in considerazione uno scenario di energia rinnovabile ad alto costo.

Una dinamica cui si accompagnano un crescente interesse da parte degli investitori per questa nuova ‘value chain’ e un numero sempre maggiore di ‘strategie’ nazionali in tema di H2, messe a punto dai Governi di molti dei paesi.

Pubblicato il
25 Giugno 2022

Potrebbe interessarti

Se il domani è già oggi…

«Tutto in ritardo e oggi questo, alla luce della velocità con cui si concretizzano i cambiamenti nello scenario geopolitico e in quello dell’interscambio mondiale, quella che era considerata una regola non scritta, ovvero il...

Leggi ancora

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio