Il vescovo in visita pasquale all’Authority “benedice” la Darsena Europa
«La povertà non si sconfigge solo con le opere buone ma creando lavoro»

Il vescovo di Livorno, Simone Giusti, in viaita pasquale alla sede dell’Authority labronica; qui con il presidente dell’ente portuale, Davide Gariglio
LIVORNO. «La povertà non si combatte soltanto facendo opere sociali, che pure sono necessarie, ma la si vince creando nuovo lavoro: la Darsena Europa può essere da questo punto di vista un catalizzatore di sviluppo economico e occupazionale». Queste le parole del vescovo di Livorno Simone Giusti che ha poi aggiunto: «In questi anni mi sono reso conto che il porto di Livorno è una delle più grandi industrie del territorio, per la gente che ci lavora e per il giro economico che viene messo in moto».
Il monsignore-architetto, di origini pisane e da poco meno di vent’anni al timone della diocesi livornese, su invito del presidente Davide Gariglio, oggi venerdì 27 marzo ha salito le scale di Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale che governa i porti di Livorno e di Piombino (oltre agli scali minori dell’Arcipelago) e ha incontrato i dipendenti dell’Authority impartendo poi una benedizione pasquale.
Monsignor Giusti ha ribadito la rilevanza della maxi-Darsena sottolineando che sono ormai quasi vent’anni che sente parlare di quest’opera: «Se questa infrastrutture riuscisse a garantire tra indotto e diretti anche soltanto mille assunzioni, sarebbe una cosa enorme. Soprattutto per una città come la nostra, che negli ultimi anni ha fatto registrare un rapido e preoccupante aumento della povertà».
La visita è risultata «particolarmente gradita a Gariglio», viene riferito in una nota messa nero su bianco dall’ente sottolineando che per il presidente «la benedizione ha rappresentato un momento di raccoglimento e riflessione». Lo ha detto, tenendo a ribadire un aspetto: «Ritengo che tale momento abbia rappresento una significativa occasione per ritrovarci, rinsaldare il senso di appartenenza alla nostra comunità e accogliere, nel clima proprio della Pasqua, un messaggio di speranza e pace».
Gariglio ha ringraziato il vescovo Giusti per «l’attenzione istituzionale e politica riservata al governo della pòlis e a quello che l’Autorità di Sistema fa per costruire le opere e sviluppare i traffici portuali», com’è detto nella nota dell’ente. Del resto, pochi giorni fa in una intervista al “Tirreno” il presule era sceso in campo per tornare a chiedere attenzione alla Darsena Europa e alla necessità di rifinanziamento, senza risparmiare una stoccata alla Regione Toscana (dopo che il “governatore” Eugenio Giani si era detto disposto ad anticipare i fondi per il nuovo ponte sullo Scolmatore pescandoli dai soldi accantonati per la Darsena Europa).
Il presidente dell’Authority ha puntato la luce dei riflettori sul lavoro di squadra che compiono i lavoratori dell’ente: «A volte non ci si rende conto del grande lavoro che viene fatto dietro le quinte, delle responsabilità che questi dipendenti hanno. Spero – ha aggiunto – si riesca a percepire all’esterno che il nostro obiettivo non è soltanto quello di realizzare infrastrutture ma di produrre benessere diffuso, dando nuove occasioni di lavoro alle famiglie di questo territorio».
Il vescovo di Livorno ha riportato sotto la lente d’ingrandimento anche il bisogno di fare chiarezza sui tempi con un cronoprogramma dettagliato dei lavori: vale per la Darsena Europa in porto così come, su un altro versante, anch’esso fondamentale com’è il nuovo ospedale. Nell’intervista al “Tirreno” aveva lanciato la provocazione di un grande orologio che scandisce l’attesa tanto per la maxi-Darsena quanto per il nuovo ospedale. Nella visita alla sede dell’Authority rincara: «Vorrei poter mettere in fila le cose da fare e le informazioni su chi e quando deve farle».
Giusti dice di volersi porre in un ruolo di “facilitatore” di entrambe le grandi opere per Livorno. Come? Creando attorno a prefettura, Authority e Comune «un sistema policentrico virtuoso». Poi rivolgendosi ai lavoratori dell’istituzione portuale, monsignor Giusti li ha invitati a mettersi una mano sulla coscienza: «Cerchiamo di accelerare il più possibile i tempi: vincere il “campionato” della Darsena Europa vuol dire gettare le basi per dare nuovo lavoro e combattere la povertà».











