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MOSTRA E LIBRO

Dietro il fascino di Venezia c’è il lavoro di un secolo di ingegneri

Memoria, infrastrutture e futuro: l’Ordine celebra i suoi primi cento anni

Sala capitolare di San Rocco a Venezia, il pubblico della cerimonia per il centenario dell’Ordine degli ingegneri

VENEZIA. L’identikit di Venezia è nel segno del fascino artistico unico che ne ha modellato ogni angolo e l’ha reso famoso nel mondo. Eppure, al di là dell’arte, Venezia ha anche attraversato una sfilza di trasformazioni ingegneristiche che ne rendono il territorio metropolitano così legato a quello della storia dei suoi ingegneri: basti pensare alle trasformazioni della “Grande Venezia” al sistema Mose passando per Porto Marghera, alla ricostruzione del dopoguerra e alle infrastrutture contemporanee o alle nuove sfide ambientali.

È quanto è emerso alla Scuola Grande di San Rocco in occasione della presentazione del volume “Il centenario dell’Ordine degli Ingegneri della città metropolitana di Venezia”: sotto la lente un secolo di storia dell’ingegneria veneziana tra memoria, cultura tecnica e futuro del territorio per un evento promosso dall’Ordine professionale che ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, studiosi e professionisti.

L’ingegnere Mariano Carraro mostra il libro del Centenario

 «Celebrare il nostro centenario significa raccontare un secolo di idee, opere e responsabilità che hanno contribuito a costruire il nostro territorio», queste le parole di Mariano Carraro, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Venezia. «Oggi più che mai l’ingegnere – aggiunge – è chiamato a interpretare la complessità, progettare con etica e competenza e contribuire al benessere collettivo. Questo secolo rappresenta non solo un momento celebrativo, ma anche un’occasione per guardare avanti, rafforzando il dialogo tra professioni tecniche, istituzioni e comunità».

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha annunciato che, in onore del centenario dell’Ordine degli ingegneri, oltre alla consegna dell’osella del Premio San Marco, una delle fondamenta della città è stata «dedicata all’ingegnere Eugenio Miozzi, figura centrale della modernizzazione infrastrutturale veneziana del Novecento e protagonista di opere simbolo come il Ponte della Libertà (e di numerosi interventi che hanno trasformato il rapporto tra Venezia e la terraferma)».

 A Eugenio Miozzi, per molti anni ingegnere capo del Comune di Venezia e protagonista di alcune delle trasformazioni urbane più importanti del Novecento, – viene fatto rilevare – si devono opere che fanno parte della vita quotidiana della città come il ponte degli Scalzi davanti alla stazione ferroviaria, il ponte translagunare, Piazzale Roma, il garage comunale, il Rio Novo, gli interventi al Lido e il Palazzo del Cinema in raccordo fra esigenze di modernizzazione e contesto ambientale unico al mondo. Accanto a Miozzi va ricordato anche Ferdinando Forlati, veneziano, figura di riferimento nel campo del restauro monumentale e della tutela del patrimonio storico.

È stato messo in risalto come, nel corso del Novecento, gli ingegneri abbiano avuto «un ruolo centrale anche nei grandi processi di trasformazione economica e territoriale dell’area veneziana»: si pensi allo sviluppo industriale di Porto Marghera, alle bonifiche idrauliche, alla crescita della terraferma e alla pianificazione urbana. Protagonisti come Alessandro Alessandri, insieme a tecnici come Carlo Pradella, Pietro Torta e Gino Covre, impegnati nella ripresa edilizia del secondo dopoguerra. A questa generazione si affiancarono poi professionisti attivi nella pianificazione e nello sviluppo urbano della terraferma, tra cui Tullio Campostrini, coinvolto nella redazione del piano regolatore e negli interventi di edilizia pubblica a Mestre e Campalto; Giuseppe Creazza, strutturista impegnato nelle infrastrutture; Costante Degan e Giovanni Favaretto Fisca, al centro della stagione di crescita economica e civile del territorio veneziano.

Il volume del centenario, curato da un gruppo di lavoro coordinato da Maurizio Pozzato con la curatela editoriale di Donatella Calabi, ripercorre un secolo di storia dell’ingegneria veneziana attraverso documenti d’archivio, immagini storiche, infrastrutture simboliche, temi ambientali, rigenerazione urbana e trasformazioni sociali.

La storia dell’ingegneria veneziana non è però fatta soltanto di grandi opere, ma anche – è stato messo in chiaro – di «una storia civile e sociale che attraversa momenti complessi ad esempio gli ingegneri ebrei colpiti dalle leggi razziali del 1938, che comportarono l’esclusione di numerosi professionisti dagli albi e dalla vita pubblica». Si vedano nel libro le storie, tra gli altri, di Mario Ascoli, Augusto Basevi, Emilio Bianchini, Giorgio Silvio Coen, Adalberto Corinaldi, Angelo Fano, Michele Oreffice, Arrigo Vivante, Giorgio Vivante, oltre a Salvatore Luria, Renzo Levis, Enrico Mosè Morpurgo, Gino Vittorio Ravà e Guido Costante Sullam.  Accanto a questa memoria, la storia recente ricorda anche figure simbolo come Giuseppe Taliercio, ingegnere e dirigente del Petrolchimico di Porto Marghera, sequestrato e ucciso dalle Brigate Rosse nel 1981.

Durante l’incontro sono intervenuti: Alfredo Baroncini, Guardian Grando della Scuola Grande di San Rocco; Mariano Carraro, presidente dell’Ordine degli ingegneri della Città Metropolitana di Venezia; Sandro Boato, presidente del Collegio degli ingegneri di Venezia; Ippolita Chiarolini, Consigliere Cni e Network Giovani Ingegneri; Donatella Calabi, Maurizio Pozzato, Marco Bertilorenzi, Stefano Zaggia, Cesare Taliercio, Carla Pesce e Elena Svalduz. Presenti inoltre i partner tecnici iGuzzini, Edison, Mapei e Howden che hanno relazionato su rilevanti progetti e iniziative nel territorio veneziano. Patrocini: Città Metropolitana di Venezia, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Authority dei porti Venezia Chioggia, Collegio Ingegneri Venezia, Ance Venezia, Veritas, F&M Ingegneria, Planum, Fondazione Archivio Vittorio Cini, Ing. Pierluigi Alessandri, Cerealdocks, DivisionEnergia. Partner organizzativi: Fondazione Ingegneri Veneziani, Cersu, Dsc Fiorini.

I prossimi appuntamenti relativi alle celebrazioni per il centenario sono queste:

  • Mercoledì 20 maggio, ore 11, Sala Radici M9 Museo del ‘900 a Mestre: inaugurazione della mostra del centenario dell’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia con esposizione pubblica, in anteprima assoluta, del modello in scala 1:25 del Mose; alle ore 15, auditorium Cesare de Michelis M9 Museo del ‘900 a Mestre: convegno dal titolo “Approfondimento tecnico opere e figure degli ingegneri nel libro del Centenario”
  • Venerdì 29 maggio, ore 11, chiesetta di San Martino a Chioggia: inaugurazione della mostra del centenario dell’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia
  • Venerdì 5 giugno, ore 11, Palazzo della Bonifica a San Donà di Piave: inaugurazione della mostra del centenario dell’Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia
Pubblicato il
18 Maggio 2026

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