Giani: niente firme a vanvera, si farà quando ci saranno le condizioni
Polo siderurgico, faccia a faccia con i sindacati che alle istituzioni chiedono garanzie

Vertenza siderurgia a Piombino, incontro in Regione Toscana fra il presidente Giani e i sindacati in sciopero
FIRENZE. «Non si firma tanto per firmare: si firma nel momento in cui ciò che è scritto contiene le condizioni necessarie per essere realizzato». È la frase clou che sul caso Piombino arriva dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani: accade nel faccia a faccia con i sindacati delle aziende della filiera siderurgica, il luogo è il quartier generale della presidenza regionale alla presenza non solo della rappresentanze sindacali ma anche dell’assessore regionale Alberto Lenzi così come di Valerio Fabiani (consigliere speciale del “governatore” relativamente alle questioni del lavoro) e di Paolo Tedeschi (direttore per la competitività territoriale della Toscana).
A chiamare in causa i vertici del governo regionale erano stati proprio le organizzazioni dei lavoratori: i sindacati metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil, proclamando una giornata di sciopero e portando le tute blu a un presidio davanti agli uffici della Regione, avevano chiesto alle istituzioni di non firmare se prima non venivano garantite le tutele ai lavoratori. Giani coglie al volo la richiesta e risponde: «Qualora fosse necessario attendere ancora qualche settimana per ottenere le necessarie garanzie, non vi sarebbe alcuna fretta». Aggiungendo poi: «Se il 30 giugno si dovesse arrivare alla firma dell’accordo di programma, dovranno esserci rassicurazioni concrete sulla sua effettiva realizzazione. Allo stato attuale ancora non le abbiamo: a partire dagli aspetti occupazionali».
Secondo quanto viene riferito da fonti della Regione Toscana, Giani si è detto «molto vicino» alle istanze dei sindacati sul futuro industriale ed occupazionale del polo siderurgico piombinese: le contraddistingue «una forte ragionevolezza», di conseguenza «non possono essere ignorate».
Il “governatore” toscano, a proposito del nuovo accordo di programma con Jsw Steel Italy, afferma che la Regione intende assumere «un ruolo attivo per il rispetto degli impegni futuri». Per Giani il primo passo è la riattivazione di un tavolo di confronto che risulti capace di coinvolgere tutti i soggetti a livello territoriale. Nella fattispecie: Regione Toscana, Comune di Piombino, Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Settentrionale, organizzazioni sindacali e parti sociali. Scopo: monitorare l’attuazione degli accordi precedenti e nuovi.
Già, perché – lo ricorda il presidente della Regione Toscana – «in passato abbiamo firmato accordi di programma ma la mancata realizzazione degli investimenti privati non può essere trascurata». Dunque, il nuovo accordo con Jsw («alla pari di quello firmato con Metinvest a luglio 2025») dovrà «poggiare su basi solide e su condizioni tali da renderne possibile l’attuazione».

L’indicazione di un segnale stradale a Piombino: sulla sinistra si va verso il polo industriale
Nel menù delle questioni discusse c’è anche «la necessità di accelerare le procedure amministrative ed operative». Giani ha annunciato che questo problema lo affronterà direttamente con il ministro Adolfo Urso, titolare delle imprese e del Made in Italy, per «valutare lo stato dei commissariamenti al fine di velocizzare gli interventi previsti».
È da sottolineare che, come richiama la Regione Toscana, i commissariamenti riguardano tre ambiti principali:
- le nuove autorizzazioni per il progetto di Metinvest Adria,
- la realizzazione delle infrastrutture portuali («dalla viabilità alla nuova banchina recentemente rafforzata da ulteriori finanziamenti nazionali»),
- il dossier relativo al rigassificatore.
Proprio su quest’ultimo tema, Giani ha annunciato che «nei prossimi giorni, comunque prima del 30 giugno», assumerà una posizione: la decisione – viene sottolineato – «arriverà indipendentemente dall’esito delle trattative sull’accordo di programma con Jsw».











