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Sul balletto delle ordinanze livornesi

LIVORNO – Dal segretario generale dell’Autorità Portuale livornese riceviamo:
Caro Fulvi, con riferimento all’articolo “Ordinanza con ordine e contrordine” apparso sulla Gazzetta Marittima del 24 agosto scorso, sono a darLe qualche chiarimento per evitare che Lei ed i lettori rimaniate privi, come ammette in chiusura, di “…una visione completa”.
[hidepost]Intanto, subito un’ammissione: si è trattato di un disguido procedimentale di cui mi assumo integralmente la responsabilità e di cui mi scuso con le imprese interessate e con i componenti della Commissione consultiva.
Poi, i fatti: sulla scia dei ripetuti richiami al rispetto delle regole, atteggiamento condiviso da tutta la comunità portuale, nelle scorse settimane questa Autorità si è trovata costretta (e speriamo di esserlo sempre meno…), ad applicare, con il parere favorevole della Commissione consultiva, la sospensione dell’autorizzazione ex articolo 16 della legge n. 84 del 1994 a carico di quattro imprese. Nei giorni successivi, sono state contestate inadempienze ad altre due imprese portuali e, ritenute insoddisfacenti le giustificazioni addotte, con provvedimento a mia firma su delega del presidente Gallanti (assente per ferie), avevo disposto la sospensione anche a carico di queste ultime. Nella mia memoria (evidentemente fallace), ricordavo infatti che la Commissione consultiva avesse dato via libera anche all’applicazione di sanzioni future. Alcuni componenti della Commissione stessa mi hanno invece fatto notare che era stato dato parere favorevole all’applicazione delle sanzioni ove non fosse pervenuta alcuna giustificazione da parte delle imprese intimate, mentre le eventuali controdeduzioni avrebbero dovuto essere portate di nuovo all’esame della Commissione. Preso atto di questo mio errore (della cui segnalazione ovviamente ringrazio i commissari), ho quindi disposto, di nuovo con provvedimento a mia firma nell’ambito delle funzioni delegatemi dal presidente, la sospensione delle sanzioni in attesa che sulle giustificazioni addotte esprima il proprio parere la Commissione consultiva, verosimilmente nel mese di settembre.
Quindi ancora una volta, nessuna dietrologia né inopportunità, ma solo un errore procedimentale nel quale anche un “vecchio” burocrate come me è potuto incorrere e del quale ancora una volta mi scuso.
Grazie per l’attenzione.
Massimo Provinciali
———————-
Siamo lieti di aver contribuito, sia pure con una notarella un po’ velenosa, al chiarimento sul succedersi di due ordinanze che erano apparse a qualcuno non solo contraddittorie ma poco comprensibili. In quanto all’errore del “Vecchio burocrate”, come ingenerosamente si definisce l’avvocato Provinciali, si tranquillizzi pure: in un porto come quello livornese, dove gli scontri tra “pollai” sono oltre che frequenti anche complessi e spesso incomprensibili anche agli esperti, gli errori sono quasi fatali. E poi, seguendo le antiche saggezze, meglio sbagliare facendo che tenendo la testa sotto la sabbia per niente vedere. O facendo finta di voler cambiare tutto per non cambiare niente.
Antonio Fulvi

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Pubblicato il
31 Agosto 2013

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