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Strano incaglio alla Meloria

LIVORNO – Incagliarsi sulle secche della Meloria, a 3 miglia dal porto labronico, non capita spesso. Anche per una imbarcazione a vela di 13 metri condotta dal solo skipper, che peraltro aveva tutti gli strumenti elettronici che oggi consentono di vedere, grazie al GPS cartografico, posizione istantanea ed eventuali ostacoli. Invece “Le chien”, un First 40 battente bandiera francese, è finito tre giorni fa addosso alla scogliera che protegge la vecchia torre delle secche. L’uomo, un francese di 51 anni, si è salvato con il battellino ed è stato ripescato dalla Guardia Costiera. Ma il suo racconto deve aver lasciato parecchie perplessità ai militari, che dopo aver visitato il relitto hanno aperto una indagine tesa ad escludere che la barca possa essere stata usata per traffici illeciti.

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A due giorni dall’incaglio, verificato che non c’erano perdite di carburante né altri inquinamento, la Guardia Costiera ha ingiunto all’armatore, identificato attraverso l’immatricolazione, di farsi carico della rimozione del relitto. Il previsto peggioramento delle condizioni meteo ha spinto anche a sollecitare il recupero, attraverso un pontone dotato di apposita gru.

L’operazione di soccorso al naufrago è stata così descritta dalla Capiraneria di Livorno. Nella prima mattinata di martedì scorso giungeva alla Sala Operativa della Guardia Costiera di Livorno una richiesta telefonica di soccorso da parte di un cittadino pisano. Questi informava di aver ricevuto un SMS da un suo amico che aveva appena fatto naufragio nelle acque antistanti il porto di Livorno con la propria imbarcazione a vela; e che al momento si trovava su un tender alla deriva.

Veniva tempestivamente disposto l’intervento della motovedetta CP 866 che in poco tempo individuava il tender e recuperava il naufrago riportandolo a terra in buone condizioni di salute.

Il naufrago, un cittadino francese di 51 anni, dichiarava ai militari che proveniva dalla Sardegna diretto al porticciolo di Marina di Pisa e che la propria imbarcazione era affondata. Aggiungeva che solo grazie al tender in dotazione all’unità era riuscito a mettersi in salvo. Successivamente invece, i militari accertavano la presenza dell’imbarcazione “Le Chien” incagliata sugli scogli della Torre della Meloria.

Veniva pertanto inviata sul posto un’altra motovedetta con a bordo personale subacqueo specializzato della Guardia Costiera per verificare l’eventuale presenza di inquinamenti nella zona del naufragio e per accertare le condizioni dello scafo dell’unità incagliata. I rilievi non facevano riscontrare alcuna forma di inquinamento, ma la presenza di un grosso squarcio sulla murata di sinistra dell’imbarcazione ne imponeva la rimozione a mezzo di pontone con gru di sollevamento. La Capitaneria di porto fa sapere di aver notificato formale diffida alla rimozione del relitto al comandante e proprietario dell’imbarcazione e che tutte le successive attività di recupero saranno costantemente e attentamente monitorate anche in considerazione del pregio naturalistico della zona teatro del sinistro, ricadente nell’Area Marina Protetta delle Secche della Meloria.

“Proseguono intanto le indagini – conclude la Capitaneria – per accertare la dinamica e le eventuali responsabilità dell’evento e soprattutto per chiarire i motivi per i quali il naufrago abbia nell’immediatezza tenuto a specificare che la propria unità fosse affondata. Gli uomini della Capitaneria di porto stanno eseguendo ulteriori attività investigative per chiarire come mai l’uomo stesse navigando con le vele bordate in un’area dove la navigazione è vietata e per escludere che l’unità potesse essere impiegata per traffici illeciti”.

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Pubblicato il
19 Gennaio 2019

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