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Demografia d’impresa a Grosseto e Livorno

Riccardo Breda

LIVORNO – Il tessuto economico locale continua a mostrare segni di crescita che, pur attenuata, si mantiene anche nel terzo trimestre 2021. Lo registra l’analisi della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno nel suo report trimestrale. Ciononostante si palesano alcuni “scricchiolii” nel processo di crescita nel numero delle sedi d’impresa locali, considerato che ad un lieve aumento tendenziale (+0,2%) si è accompagnata una flessione congiunturale (-0,3%). In parole povere: il periodo luglio–settembre è andato benino se lo confrontiamo con lo stesso trimestre dello scorso anno, decisamente peggio se ci riferiamo al trend dei tre mesi precedenti.

In realtà il risultato complessivo che porta al 30 settembre 2021 il numero delle cellule produttive iscritte alla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno a 78.523 (di cui 36.673 a Grosseto e 41.850 a Livorno) risente in modo marcato dall’andamento della natimortalità delle sedi d’impresa, per la quale ad un calo tendenziale delle nuove iscrizioni (-10,3% per un totale di 65 imprese in meno) fa da contraltare una preoccupante impennata nelle cessazioni d’impresa (+70%, pari a 310 cancellate in più).

Nell’analisi storica il livello trimestrale delle aperture 2021 appare in linea con gli anni immediatamente precedenti alla pandemia, mentre quello delle cancellazioni si pone come in assoluto il più alto, almeno dal 2010 ad oggi. Quest’ultimo valore, che nello spaccato territoriale corrisponde ad un aumento delle imprese fuoriuscite dal sistema del 42,9% a Grosseto e del 93,8% a Livorno, molto verosimilmente è da imputare, oltre alle cancellazioni cosiddette fisiologiche, alla scomparsa di numerose imprese “zombie”, quelle imprese che, già destinate a sparire dal mercato prima della pandemia, sono state “tenute in vita” dai pur fondamentali aiuti pubblici all’economia o almeno dalla speranza più o meno velata che gli stessi avrebbero comportato una svolta imprenditoriale che poi non si è verificata.

Nell’insieme i dati riportati nel rapporto lasciano prevedere che molto probabilmente anche il quarto trimestre sarà caratterizzato da una variazione congiunturale negativa, sia a causa della ben nota ciclicità del nostro tessuto imprenditoriale, sia per il perdurare della fase di chiusura delle imprese “zombie” ancora presenti sul mercato. Tuttavia detta flessione non dovrebbe riuscire a vanificare il positivo incremento in termini numerici che è stato registrato nella prima metà dell’anno 2021.

“Da tempo ormai il nostro tessuto imprenditoriale fa registrare con sempre maggiore frequenza l’alternarsi di segnali positivi e negativi – ha commentato il presidente Riccardo Breda – una situazione questa che, così come traspare dal report del nostro Centro Studi, si ripete con impietosa attualità anche nel trimestre luglio-settembre. Gli indicatori segnalano infatti da un lato un crescente aumento del numero di imprese cancellate, in buona parte imputabile all’uscita di imprese già strutturalmente deboli ed a cui la pandemia ha fornito la spallata decisiva, dall’altro lato, supportato da una stagione turistica più che soddisfacente, un consolidamento della sostenuta crescita avviata nel primo semestre. Con una certa preoccupazione ma con una ancor più forte determinazione, confidiamo che questa rinnovata situazione di chiaroscuro possa essere superata dalle benefiche ricadute del PNRR che, con tutto il sistema economico locale, attendiamo fiduciosamente.”

Pubblicato il
1 Dicembre 2021

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