Molo San Cataldo, nuove banchine per la Capitaneria (e in futuro per 200 posti-barca)
Maxi-appalto aggiudicato alla cordata guidata da Fincantieri Infrastructure

Rendering del progetto per il Molo San Cataldo, Bari
BARI. Ancora una volta il gigante dell’industria pubblica Fincantieri, attraverso la propria controllata Infrastructure Opere Marittime spa, ce l’ha fatta ad aggiudicarsi un appalto sul fronte delle grandi opere sul fronte dei porti: il pool guidato dalla società della galassia Fincantieri (e qui composto anche da Boskalis Italia srl, Zeta srl ed e-Marine srl, con la progettazione affidata a “F&M Ingegneria spa e Sjs Engineering srl), secondo quanto appena annunciato dall’Authority barese, ha ottenuto l’appalto integrato per i “lavori di potenziamento delle infrastrutture asservite alla sede logistica del Corpo delle Capitanerie di Porto” con la realizzazione di “nuove banchine in ampliamento del Molo San Cataldo nel porto di Bari”.
La società ha fatto di nuovo centro, dopo che sta emergendo come protagonista sul versante delle grandi opere marittime del Paese: solo per citarne alcune, vale la pena di ricordare la Darsena Europa come espansione a mare del porto di Livorno, la Diga di Genova, la banchina 23 ad Ancona, la banchina di riva a Ortona, il prolungamento dei moli foranei nello scalo di Barletta, il terzo lotto dell’Eurodocks a Ravenna, il nuovo terminal container nell’area industriale dismessa ex Montesyndal da bonificare a Marghera-Venezia, la risistemazione dei pontili petroliferi a Trieste, e l’elenco si allungherebbe ancora chissà quanto…

Francesco Mastro, presidente Authority di Bari
È stato reso noto che il presidente dell’ente, Francesco Mastro, ha firmato la determina n. 66 relativa all’aggiudicazione in virtù di «un punteggio complessivo di 94,449 punti e un ribasso del 14,945%». L’importo complessivo di aggiudicazione è di «circa 30 milioni di euro, comprensivi dei lavori a corpo, dei servizi di monitoraggio ambientale, dei costi della sicurezza e dello sviluppo della progettazione esecutiva», come segnalato dall’Autorità di Sistema in una nota ufficiale. L’intervento – viene sottolineato – prevede l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e della realizzazione delle opere per l’approfondimento dei fondali; la realizzazione di nuove banchine e l’ampliamento del piazzale del Molo San Cataldo, nonché il potenziamento delle infrastrutture a supporto delle attività della Guardia Costiera. Con un possibile extra in futuro: l’ulteriore approfondimento dei fondali fino a 6,5 metri di profondità.
L’intervento conta sulla ripartizione di un finanziamento accordato al comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto: è lì che in buona parte trova copertura l’intervento (avendo una disponibilità pari a 36 milioni di euro nell’ambito dei fondi di investimento ricadenti nella missione “ordine pubblico e sicurezza”, oltre a tre milioni di euro derivanti da fondi propri dell’Authority barese).
I lavori puntano a cogliere due piccioni con una fava: da un lato, potenziare le infrastrutture a servizio della Capitaneria; dall’altro, rendere possibile la riqualificazione del Molo San Cataldo («attualmente sottoutilizzato»). Dietro c’è anche l’idea di «un ampio e complessivo progetto predisposto dall’ente e finalizzato al rilancio infrastrutturale e multimodale di tutto il porto di Bari, per valorizzarne le potenzialità economiche, commerciali e turistiche, attraverso la creazione di una ricucitura funzionale e fisica tra porto e città».
Tutto arriva da lontano: dall’intesa siglata nel 2019 fra l’istituzione portuale barese e il comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto che, avendo a disposizione il citato finanziamento, ha affidato all’ente portuale il compito di predisporre le attività necessarie alla realizzazione di nuovi ormeggi sulla banchina San Cataldo e a realizzare infrastrutture riguardanti la propria sede logistica di Bari. L’Authority, a quel tempo guidata da Ugo Patroni Griffi, si era impegnata ad assumere «la funzione di stazione appaltante per la progettazione, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, la direzione lavori, il collaudo, e ogni altra attività per portare a conclusione l’intervento previsto nella convenzione.
Queste le parole di Francesco Mastro, attuale presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale: «Abbiamo progettato un intervento strategico che, oltre a potenziare significativamente i livelli di sicurezza e di operatività del porto di Bari e a fornire un supporto logistico determinante alle esigenze della Capitaneria di Porto, sarà ad alta sostenibilità ambientale. Inoltre, stiamo creando il presupposto per la realizzazione di un nuovo “marina” che potrebbe ospitare circa 200 nuovi posti barca». Aggiungendo poi: «Stiamo parlando di un’infrastruttura che darà al comparto della nautica da diporto un impulso significativo, andando a rafforzare una filiera che genera valore, occupazione e indotto per l’economia della Puglia e di tutto il Paese. È una componente vitale della “blue economy” italiana che nel suo complesso genera un valore aggiunto di circa l’11,3% del Pil nazionale, secondo il tredicesimo “Rapporto nazionale sull’economia del mare”». Mastro rivendica una visione chiara: «nel nostro sistema portuale realizziamo infrastrutture moderne, sostenibili e integrate con il territorio. Un porto non è soltanto un presidio operativo ma anche un motore di sviluppo per tutta la comunità».











