Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Razzi nautici scaduti nuove norme (ed è caos)

Secondo il ministero dell’Ambiente sono “rifiuti” e vanno preventivamente “disattivati” – Le critiche

MILANO – Lo scrive “Il Giornale della Vela” nel numero attualmente in edicola. Ecco il testo del commento.
Il ministero dell’Ambiente ha reso difficilmente comprensibile (è un eufemismo) e attuabile la nuova regola riguardante lo smaltimento dei razzi di soccorso. Per la prima volta, infatti, i razzi di soccorso in disuso vengono equiparati a rifiuti – in contrasto con il Testo unico ambientale (D.Lgs. 152/06), che esclude chiaramente dal novero dei rifiuti “i materiali esplosivi”. Il risultato: un netto cambiamento delle condizioni e dei costi per il loro trasporto, sia a carico dell’utente, sia a carico del distributore/produttore.
[hidepost]La nuova normativa, contraddicendo se stessa, prevede che “l’utilizzatore”, cioè il diportista, depositi “i rifiuti da pirotecnici in appositi contenitori localizzati presso il distributore autorizzato”, in netto contrasto con le norme di pubblica sicurezza che fanno divieto a soggetti terzi non autorizzati di accedere ai depositi di materiale esplosivo.
Inoltre si stabilisce che il deposito preliminare effettuato presso i distributori debba “essere allestito in modo tale da assicurare che gli articoli pirotecnici comunque ritirati siano separati dagli altri rifiuti pirotecnici”. Ciò presupporrebbe che il distributore abbia a sua disposizione una quantità di contenitori pari alle diverse tipologie degli articoli ritirati e dei diversi produttori e tale prescrizione è evidentemente inapplicabile, oltre che inutile, per quanto riguarda i razzi di soccorso.
Infine si richiede che i prodotti pirotecnici siano “neutralizzati” prima di essere depositati presso i centri di raccolta, operazione (da attuarsi attraverso le modalità di combustione della carica esplosiva contenuta all’interno di essi) che, sempre secondo il Testo unico di Pubblica sicurezza, deve avvenire solo ed esclusivamente in apposito cantieri di scaricamento…
Insomma, conclude la nota, norme che si contraddicono tra di loro….

[/hidepost]

Pubblicato il
9 Luglio 2016

Potrebbe interessarti

Calci agli zoppi (e alla Zim)

“Agli zoppi, calci negli stinchi!”. L’ironica e amara battuta è tutta livornese: e ci è tornata in mente nel leggere il compendio statistico dell’Avvisatore Marittimo sui traffici portuali 2025, con il relativo richiamo del...

Leggi ancora

Navi monster, porti nani

Come sempre, le recenti considerazioni del maritime consultant Angelo Roma, nostro importante collaboratore, sul gigantismo navale nel settore dei teu innescano per ricaduta altre considerazioni: quelle sulle strutture della logistica teu, a cominciare dai...

Leggi ancora

Pensieri oziosi sulla Riforma

Scritte a caldo, anzi sul bruciore derivato dalle prime anticipazioni, arrivano a raffica le fucilate sulla riforma dei porti: ovvero l’attesa, auspicata riforma della riforma riformata. Siamo al terzo passaggio e questa volta non...

Leggi ancora

Rigassificatori e logica

Prendiamola larga per un attimo: da Eraclito a Zenone, fino ad Aristotele, la logica è quella dottrina che chiarisce i meccanismi consequenziali. Se mi avete seguito nello sproloquio, converrete con me che il recente...

Leggi ancora

Quando il saggio saggia

Ci sono a volte, nel comportamento delle persone, scelte difficili da fare: ma una volta fatte, non è difficile spiegarle. È il caso, per la nostra realtà livornese, delle dimissioni del maritime consultant Angelo...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio