I marittimi senza sanità: cercasi medico disperatamente
Gravi carenze di personale per le visite, a vuoto il bando

LIVORNO. La sanità pubblica è in sofferenza praticamente dappertutto ma la situazione della sanità marittima, aerea e di frontiera batte tutti i record: i sindacati di categoria Cgil Cisl Uil denunciano «notevoli disagi ai lavoratori marittimi e alle aziende del territorio». Il motivo è presto detto: la «grave carenza di medici incaricati delle visite sanitarie, nelle aree di Livorno, Piombino e Isola d’Elba». È assolutamente necessario «mantenere alta l’attenzione su questa vicenda», questa la sottolineatura dei sindacati che tornano a reclamare la luce dei riflettori per una vicenda che avevano già sollevato con forza mesi fa, evidentemente senza farcela a ottenere la soluzione richiesta.
Questo problema è stato al centro dell’incontro che le segreterie provinciali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno avuto con la direzione dell’Ufficio di settore, l’Usmaf. Obiettivo: mettere «con fermezza» l’accento sulla «ormai insostenibile situazione che quotidianamente vivono i lavoratori marittimi».
Daniele Pini (Filt-Cgil), Paolo Taccini (Fit-Cisl) e Andrea Sirabella (Uiltrasporti) hanno messo in evidenza che «sempre più frequentemente chi necessita di una visita sanitaria – è stato sottolineato – si trova nell’incertezza di non sapere a quale medico rivolgersi: quando un professionista è disponibile, spesso opera a molti chilometri di distanza, costringendo il lavoratore a sostenere spese di viaggio che gravano direttamente sul proprio bilancio».
Non è solo questo, visto che le difficoltà non riguardano esclusivamente i lavoratori: «Anche le aziende che devono sottoporre il proprio personale alle visite sanitarie – viene ribadito – si trovano a fronteggiare “notevoli criticità organizzative, con inevitabili rallentamenti nella programmazione delle attività e ripercussioni che, ancora una volta, finiscono per ricadere sui lavoratori».

Lla sede dell’Usmaf, l’ufficio di sanità marittima, a Livorno
Secondo quanto riferito dai sindacati, la direttrice dell’Usmaf ha illustrato quanto ha fatto l’amministrazione per risolvere la questione: negli ultimi mesi sono stati pubblicati diversi bandi per il reperimento di nuovi medici ma tutto questo – viene segnalato – non ha prodotto i risultati sperati. In concreto: non sono pervenute candidature, dice la nota sindacale. Il nuovo round sarà a settembre con un nuovo bando e con la speranza di sbloccare al fine l’impasse.
Nel corso del confronto – viene fatto rilevare – è stato evidenziato come «la responsabilità dell’attuale situazione non sia imputabile all’Usmaf»: anzi, quest’ultimo non solo sta continuando a lavorare per individuare una soluzione concreta e strutturale al problema ma chiede aiuto anche alle organizzazioni sindacali perché si esca dallo stallo.
Da parte di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti non manca l’apprezzamento per il «forte impegno dimostrato dalla direttrice, la dottoressa Mofferdin, e dalla vicedirettrice dottoressa Salvadori»: stanno facendo tutto il possibile per «individuare soluzioni efficaci a una problematica complessa e non direttamente riconducibile alla loro responsabilità».
A ciò si aggiunga il «sentito ringraziamento» che dalle organizzazioni dei lavoratori arriva «al dottor Del Corona e a tutta la struttura del Servizio di assistenza sanitaria al personale navigante (Sasn) di Livorno, che quotidianamente operano con grande professionalità».
DALL’ARCHIVIO/1: qui il link all’articolo della Gazzetta Marittima in cui nel novembre scorso la Filt Cgil solleva il pronlema dell’inadeguatezza del numero di medici disponibili per la sanità marittima
DALL’ARCHIVIO/2: qui il link all’articolo della Gazzetta Marittima in cui a metà dicembre 2025 si annuncia un presidio davanti alla sede dell’Usmaf a Livorno
DALL’ARCHIVIO/3: qui il link all’articolo della Gazzetta Marittima nel gennaio successivo i marittimi Cgil denunciano l’odissea di un lavoratore malato oncologico











